PREMESSA.
Il Sutra del Loto (Saddharmapundarika-Sutra ovvero Sutra del Loto della
Buona Legge) e' uno dei Sutra piu' importanti della tradizione Mahayana.
E' al fondamento della scuola Tien T'ai (g. Tendai), ma la sua grande
importanza e ortodossia e' riconosciuta da tutte le altre scuole.
Ad esempio Dogen, fondatore della scuola giapponese Zen Soto, espresse
grande considerazione per questo Sutra.
Secondo la tradizione Mahayana fu pronunciato dal Buddha Shakyamuni al
termine dei suoi insegnamenti.
Fu messo per iscritto solo nel III secolo d.C. Dapprima in sanscrito e,
successivamente, in cinese. Tutt'oggi disponiamo solo della traduzione
cinese in quanto quella sanscrita, a cui quella cinese fa riferimento, e'
andata perduta.
La traduzione completa di questo sutra è in italiano solo da pochi anni
ed è grande merito della casa editrice 'Esperia' appartenente alla Soka
Gakkai (infatti anche nella scuola Nichiren di cui la Soka Gakkai è
stata in passato espressione laica, il Sutra del Loto rappresenta il
testo di
insegnamento fondamentale). La traduzione operata dalla Soka Gakkai è
discreta ma contiene alcuni errori. Uno dei più grossolani è nel
tradurre il Bodhisattva Avalokiteshvara come il *Bodhisattva percettore
dei suoni del mondo * anziche' come *Bodhisattva che ascolta i lamenti
del mondo *.
Un'altra traduzione e' in corso presso la casa editrice francescana
"Cittadella" ma non credo che presto verra' alla luce.
I post che seguiranno (per esattezza 13 compreso questo) sono una molto
libera e discutibile traduzione (sono stati operati dei discutibili
tagli e delle discutibili semplificazioni) di uno studio anglosassone
sul Sutra che è tutt'oggi inedito.
Ho ritenuto di riinviare questi post (sono stati spediti su icr alla
fine del luglio scorso) perché alcuni interessati li hanno perduti e
perché forse essi renderanno più comprensibile il Buddhismo in
particolar modo nella sua versione Mahayana.
Ma anche per generare un confronto su questi temi.
Con rispetto per tutti,
Stalker
IL SUTRA DEL LOTO (2): UNA RADICALE AFFERMAZIONE DEL NOSTRO MONDO
Potrebbe sembrare un'ironia che un sutra il quale riveli una varieta'
d'eventi soprannaturali ed affermi un Buddha Shakyamuni cosmico e
universale, ossia che si trova in ogni mondo e in ogni tempo, faccia
cio', non per rifiutare lo Shakyamuni storico o il mondo temporale, ma
proprio per affermare la loro suprema e unica importanza. E la loro
importanza sta nel fatto che e' proprio in questo mondo che noi siamo
chiamati ad impersonare la vita del Buddha con le nostre azioni e la
nostra vita, cosi' come ci e' stato insegnato dal Buddha storico. Ci
sono, ovviamente, molti modi per leggere un sutra e cio' vale in
particolar modo per questo. Esso e' prima di tutto un testo religioso,
cioe' un testo il cui obiettivo principale sia soteriologico ovvero
motivato dalla necessita' di *salvare* (trasformare) coloro che lo
leggono o che lo ascoltano. Qualunque uso di polemica dottrinale (ad
esempio nei confronti dell'Abidharma) se ne puo' aver fatto in una
qualche regione dell'India ora sconosciuta o presso una comunita'
Buddhista oggi dimenticata, il testo si rivolge ai lettori e alla loro
salvezza, in qualsiasi tempo o luogo. La lettura di questo testo puo'
non portare necessariamente alle stesse conclusioni interpretative, ma
tutti noi possiamo concordare sul fatto che esso sia un'opera etica;
opera etica da non intendersi come una teoria della morale, o come se
offrisse una serie di comandamenti, bensi' etica in quanto raccomanda un
certo modo di vita, guidato da una singola motivazione unificante.
Quello scopo unificante e' niente meno che la salvezza, la felicita',
del mondo intero, un fine che si trova radicato simbolicamente nella
promessa fatta dal Buddha e dai bodhisattva di salvare tutti gli esseri
viventi. Con questa finalita', il Sutra utilizza diversi temi
interconnessi tra loro. In particolar modo *upaya* o mezzi didattici, il
veicolo unico, la natura buddhica, l'eterno Buddha Shakyamuni e la
pratica del bodhisattva, i quali nell'insieme affermano l'importanza di
questo mondo ed in esso la stessa vita di colui che legge il Sutra del Loto.
Il SUTRA DEL LOTO(3): IL DHARMA NELLE STORIE
Il Sutra del Loto e' soprattutto un libro di storie. Contiene ventisei
storie utilizzate come strumenti d'insegnamento. Se vogliamo capire che
cosa insegna il Sutra del Loto dobbiamo dunque fare attenzione alle sue
storie nel loro complesso senza soffermarsi ai singoli versi. Non e'
casuale che la prima stesura del Sutra del Loto probabilmente iniziasse
con il capitolo sull'upaya (i mezzi didattici) e poi in quello
successivo narrasse una storia, la parabola della casa in fiamme, per
illustrare e spiegarne il significato. Le storie, in confronto con la
dottrina astratta, sono concrete. Esse danno corpo agli insegnamenti e
per cosi' dire li animano in un modo in cui i principi astratti non
riescono pienamente. Potremmo renderci conto che l'esteso uso di storie
nel Sutra e' un modo per riaffermare il concreto. Dal punto di vista del
Sutra del Loto, il valore di una storia nel veicolare il dharma
buddhista e' identico alla sua esposizione logica e astratta. Il
contenuto delle storie riguarda quindi azioni che incarnano il dharma.
E' in una tale azione, che e' intesa in questo Sutra come la pratica del
Bodhisattva, che il dharma prende corpo in modo piu' concreto e quindi
con maggiore valore e realta'.
L'intera composizione del Sutra del Loto e' soprannaturale; dal primo
all'ultimo capitolo non vi e' nulla in esso che rivendichi una
storicita'. Ma se e' vero che in altri contesti religiosi le storie di
miracoli possono essere state usate per asserire in questo mondo un
qualche potere extra-mondano, la loro funzione nel Sutra del Loto e'
molto diversa. Questo e' dovuto al fatto che l'intera composizione del
Sutra sia storia soprannaturale. Nella Bibbia, per esempio, i miracoli
accadono nella Storia, il loro racconto avviene all'interno di una
narrazione storica. Ma nel Sutra del Loto, mentre ci sono brevi
riferimenti ad eventi storici, il lettore capisce fin dall'inizio che
gli eventi miracolosi accadono all'interno di un racconto. E tali
narrazioni sono espedienti, mezzi didattici, per l'insegnamento. Esse
non aspirano ad essere resoconti storici. Non essendo resoconti storici
e' importante capire quale sia la loro funzione, quale scopo essi
soddisfano. La loro funzione principale e' quella di confermare
l'importanza, quindi il valore e la realta' ultima, di questo mondo, e
questo avviene per poter confermare il valore e l'importanza del lettore
nella sua vita e nella sua pratica di bodhisattva.
Il SUTRA DEL LOTO(4): LO STUPA INGIOIELLATO E GLI INNUMEREVOLI BUDDHA.
Sicuramente una delle storie soprannaturali piu' interessanti del Sutra
del Loto e' quella dello stupa del Buddha dai Molti Tesori nel Capitolo
11. Proprio all'inizio del capitolo un enorme stupa, magnificamente
ingemmato ed estremamente decorato, si erge dal suolo e resta sospeso in
aria al cospetto del Buddha Shakyamuni. La sua fragranza si spande fino
ai lontani angoli del mondo. Trentatre' dei fecero piovere fiori su di
esso mentre migliaia di altri dei e di creature celesti di tutti i
generi fecero offerte di fiori, incenso, collane, nastri, musica etc. a
lode di questo stupa. Dall'interno dello stupa giunse una voce melodiosa
che lodava Shakyamuni per la predicazione del Sutra del Loto.
L'assemblea di monaci, monache e laici furono assieme incantati e
stupiti. Alla vista di cio' il Bodhisattva Grande Eloquenza chiese al
Buddha come mai lo stupa fosse emerso dalla terra ed una voce provenisse
da esso. Il Buddha spiego' che molto tempo fa in un mondo molto distante
verso l'Est viveva un buddha di nome Molti Tesori il quale mentre era
ancora un bodhisattva promise che dopo il suo trapasso, semmai qualcuno
avesse predicato il Sutra del Loto, lui avrebbe fatto sorgere il suo
grande stupa al cospetto di tale predicatore come testimonianza della
veridicita' del Sutra, ed avrebbe potuto sentirlo predicare di persona
ed onorare colui che lo predicava. Grande Eloquenza disse che la
congregazione avrebbe voluto vedere il Buddha che si trovava
all'interno, ed il Buddha spiego' che il Buddha dai Molti Tesori aveva
anche promesso che se una tale assemblea lo voleva vedere, il Buddha che
stava predicando il Sutra avrebbe dovuto chiamare in quel posto tutti i
buddha dei buddha delle dieci direzioni i quali sono duplicati o
rappresentanti del Buddha Shakyamuni. Il Bodhisattva Grande Eloquenza
disse che l'intera assemblea avrebbe voluto vedere e dare la propria
attenzione anche a quei buddha. Poi il Buddha Shakyamuni emise dal punto
tra le sue sopracciglia un raggio di luce che illumino' tutti quei
bilioni e bilioni di mondi, prima nell'Est e quindi nelle altre nove
direzioni. La congregazione poteva vedere la magnificenza di quei mondi,
ognuno con bilioni di bodhisattva ed un buddha che predicava il Dharma.
Ognuno di quei buddha annuncio' la propria intenzione di andare a
visitare il Buddha Shakyamuni e di fare offerte allo stupa ingemmato.
All'istante il mondo saha (il nostro mondo) fu purificato ed
opportunamente ornato per una tale visita. Quindi tutti quei buddha,
ognuno accompagnato da un gran numero di bodhisattva, vennero a prendere
posto dinanzi al Buddha. Ma dal momento che non c'erano posti
sufficienti nel mondo saha, nemmeno per i buddha e i bodhisattva da una
sola delle dieci direzioni, il Buddha Shakyamuni dovette purificare
bilioni e bilioni di mondi nelle otto direzioni contigue a questo mondo
saha e preparare anche questi con sedili di leone sotto grandi alberi
ingemmati, e quando cio' non fu sufficiente dovette fare la stessa cosa
con bilioni e bilioni di mondi contigui al mondo saha gia' grandemente
espanso, cosi' da riunirli temporaneamente in un singolo mondo-Buddha.
Dopo che furono seduti, ognuno dei buddha mando' un assistente a portare
fiori al Buddha Shakyamuni, a domandare della sua condizione ed
esprimere il loro desiderio che il grande stupa sospeso in aria fosse
aperto. Poi Shakyamuni sali' in aria fino allo stupa, ne apri' la porta
con le dita della sua mano destra e rivelo' alla congregazione il Buddha
dai Molti Tesori che sedeva con un corpo ancora perfetto sulla sedia
leonina dello stupa. Il Buddha dai Molti Tesori rese onore a Shakyamuni
per aver predicato il Sutra del Loto che lui era venuto ad ascoltare e
la congregazione celebro' spargendo grandi quantita' di fiori dinanzi ai
due buddha. Poi, invitato dal Buddha dai Molti Tesori, Shakyamuni lo
raggiunse, sicche' i due sedevano l'uno di fianco all'altro sul sedile
nello stupa. Ma siccome gli altri esseri non potevano vedere molto bene
vollero essere sollevati anch'essi nell'aria. Facendo cio' il Buddha
Shakyamuni espresse il suo desiderio che altri promettessero di
proteggere ed insegnare il Sutra del Loto dopo la sua estinzione, pur
essendo la predicazione, la scrittura, la lettura e l'ascolto del Sutra
del Loto estremamente difficili, piu' difficili per esempio che
camminare in giro con tutto il cielo nella mano o portare la terra su
fino ai cieli di Brahma sull'unghia di un piede!
Questa e' una storia meravigliosa piena di immagini speciali, di portata
cosmologica. Ma ovviamente tali immagini non hanno tanto lo scopo di
spiegare la natura del cosmo quanto di magnificare, primo il Sutra del
Loto, secondo il Buddha Shakyamuni, e terzo questo mondo saha.
Il magnificare il Sutra del Loto e' sia esplicito nel Capitolo, sia
implicito nella storia. Molti Tesori ed i buddha delle dieci direzioni
vengono nel mondo saha almeno in parte per ascoltare la predicazione del
Sutra del Loto. In questo modo lo stupa e' subordinato alla predicazione
del Dharma. Cio' puo' significare che la costruzione e la venerazione
degli stupa e delle reliquie del Buddha non vengano respinte, ma
assumono una posizione relativa, subordinate al Dharma ed in particolare
al Dharma espresso nel Sutra del Loto. Shakyamuni il Buddha e' lodato
per la predicazione del Sutra del Loto. Non solo le creature di questo
mondo e gli dei nel cielo di questo mondo, ma anche tutti i buddha di
tutti gli innumerevoli altri mondi in ogni direzione lodano e si
subordinano al Buddha Shakyamuni. A lui viene data un'importanza
centrale nel cosmo intero specialmente per aver designato i buddha delle
dieci direzioni quali suoi duplicati o rappresentanti. Il termine Cinese
qui reso come “duplicati o rappresentanti”, ma che letteralmente
potrebbe essere “parti del corpo”, e' stato interpretato e tradotto in
vari modi. Potrebbe riflettere la credenza che uno dei poteri
soprannaturali di un buddha sia quello di replicarsi. Non e' esattamente
chiaro cio' che si intende con il termine nel Sutra del Loto. Ma una
cosa e' molto chiara, tutti questi vari buddha da un capo all'altro di
questi tanti e tanti mondi sono subordinati al Buddha Shakyamuni. Non
viene ben spiegato come essi siano subordinati, in quanto questo non e'
ritenuto importante. Quello che e' importante, date le priorita' del
Sutra, e' il significato cosmico e la superiorita' di Shakyamuni il
Buddha. Cionondimeno, allo stesso tempo, la realta' e l'importanza di
quegli altri buddha non viene in alcun modo smentita. Il Buddha
Shakyamuni e', senza dubbio, il buddha del mondo saha. Cosi'
nell'elevare la posizione del Buddha Shakyamuni ad una superiorita'
cosmica oltre tutte le altre, viene anche marcata l'importanza di questo
mondo. Qui possiamo vedere uno dei temi principali del Sutra del Loto,
evidente in tutti i suoi insegnamenti, l'importanza di questo mondo e
della vita in questo mondo. In questa storia lo stupa del Buddha dai
Molti Tesori viene nel mondo saha ed e' il mondo saha ad essere
purificato per ricevere tutti i buddha dalle altre terre. I mondi degli
altri buddha sono descritti come stupendi in ogni modo, ma i buddha
lasciano quei mondi meravigliosi per poter venire nel mondo saha e
poterne lodare il suo Buddha. Da un punto di vista potremmo pensare che
dal momento che la rivelazione del significato cosmico del Buddha
Shakyamuni e' insita in se stessa, la glorificazione del Sutra sia
sempre anche glorificazione del Buddha Shakyamuni. Allo stesso modo,
poiche' questo e' il suo mondo, glorificare il Buddha Shakyamuni e'
sempre anche glorificare questo mondo. Lo stupa ingemmato nel quale
siedono i due buddha e' una specie di torre ed il carattere in Cinese ha
quel significato. L'immagine di una tale torre circondata dai buddha e
dai bodhisattva provenienti dall'intero universo e' chiaramente
un'immagine di axis mundi. Credo tali immagini diano sempre importanza e
potere al posto in cui l'asse e' collocato, in questo caso a questo
mondo ed al suo Buddha. L'arrivo del Buddha Molti Tesori nel suo stupa e
la sua immagine vicina a quella Buddha Shakyamuni i quali siedono l'uno
accanto all'altro, e' molto significativa anche per un'altra ragione. Il
sutra enfatizza il fatto che sia presente nello stupa l'intero corpo del
Buddha Molti Tesori, non solo le sue reliquie, e che da esso emerga la
sua voce. Ma ci viene detto che il Buddha Molti Tesori era andato da
lungo tempo nell'ultimo nirvana. In questo modo l'intero significato del
nirvana viene messo in discussione. Ed il fatto che i due buddha siedano
l'uno accanto all'altro viola l'assunto che in questo singolo mondo ci
puo' essere un solo Buddha. Questo e' uno dei modi in cui il Sutra del
Loto insegna che le storie sull'entrare nel nirvana sono espedienti
d'insegnamento (upaya) per portare le persone ad essere piu'
responsabili delle proprie vite, un tema che viene sviluppato nel modo
piu' esplicito nella storia del Capitolo 7 che narra di una guida che fa
apparire una citta' come luogo di riposo temporaneo per alcuni viandanti
che vogliono interrompere il viaggio.
Questo modo di vedere il nirvana si trova anche nella parabola di un
saggio e buon medico con molti figli. Un giorno, dopo che il medico
usci' di casa per recarsi al suo lavoro, i figli bevvero
inavvertitamente del veleno e stavano contorcendosi a terra quando il
padre torno' a casa. A quel punto alcuni di loro erano completamente
fuori di se', mentre altri non erano ancora cosi' gravemente avvelenati.
Vedendo tornare il padre, i figli furono molto sollevati e lo pregarono
di intervenire. Dopo aver consultato i suoi libri, il padre preparo' un
farmaco adatto ed esorto' i figli a prenderlo. Quelli che erano stati
meno intaccati dal veleno si resero subito conto che la medicina era
buona per loro, la presero e guarirono immediatamente. Diversa invece la
situazione di coloro che avevano gia' perso la testa e non potevano
rendersi conto che la medicina li avrebbe aiutati. Il padre consapevole
della loro condizione decise di escogitare un modo per salvarli. Disse
loro che stava invecchiando e che presto sarebbe morto, ma che stava
lasciando per loro una buona medicina con la raccomandazione che la
prendessero. Poi se ne ando' di nuovo e mando' indietro un messaggero
con la notizia che era morto. I figli impazziti, sentendo che il padre
era morto, si sentirono ancora piu' soli, abbandonati e senza aiuto e la
loro profonda disperazione fu la causa che li fece tornare in se'
facendogli considerare la bonta' della medicina che assunsero e quindi
guarirono. Alla notizia che si erano riavuti, il padre ritorno' di nuovo
a casa. Chiaramente in questa parabola il padre-medico rappresenta il
Buddha e la sua presunta morte e' come l'entrare del Buddha nel nirvana.
In realta', dal punto di vista del Sutra del Loto, il Buddha universale,
il padre che ama il mondo e che sta lavorando per salvare tutti dalla
sofferenza, non e' morto e non morira' mai. Lui *finge* di morire solo
per far si' che le persone diventino piu' responsabili delle proprie
vite. Questo e' un buon esempio di come il Sutra prenda una nozione
fondamentalmente negativa, il nirvana, e la trasformi in una che afferma
il mondo e la sua vita. L'immagine dei due Buddha seduti uno vicino
all'altro nello stupa e' anche stata vista come un simbolo
dell'importanza reciproca del Dharma (Buddha Molti Tesori) e
dell'insegnante del Dharma (Buddha Shakyamuni), ossia della concezione
che senza un suo maestro la verita' e' morta. Da tener presente quindi
che mentre potrebbe non esserci molto nello stesso testo a sostenere
quest'idea di interpretare il Buddha Molti Tesori come simbolo del
Dharma, nemmeno vi e' qualcosa di contradittorio con tale
interpretazione. Nella storia dello stupa ingemmato ha un significato
perticolare anche l'immagine che il Buddha Shakyamuni crei un mondo
unificato a partire da molti mondi. Il Sutra del Loto e' un sutra
integrativo. Dal principio alla fine enfatizza l'unita', l'unicita',
l'integrazione, una sorta di congiunzione incessante. Essendo infine la
verita' una sola, cioe' priva di contraddizioni interne, cosi' anche
l'insegnamento del Buddha che scopri' la verita', deve essere uno.
Esiste una sola Via del Buddha (Buddhayana). Ma nel Sutra del Loto l'uno
non nega, ne' denigra i molti. Benche' integrati, e sebbene i molti
diventino come uno, restano molti. Il cosmo esiste solo in virtu' del
fatto che ha dei mondi. In modo simile nel Sutra del Loto
l'insegnamento, il dharma del Buddha, esiste solo in virtu' dei molti
insegnamenti. Ne' la giusta visione ne' il retto modo di vivere possono
essere argomenti sufficienti per sostituire i molti con l'uno. Il fatto
che sia il Buddha Shakyamuni a creare un mondo singolo dai molti mondi
e' in relazione proprio al suo essere, entrambi uno e distribuito
attraverso il cosmo. In altre parole il Buddha Shakyamuni puo' unificare
il Buddhismo e il cosmo, e quindi la vita del vero ascoltatore proprio
perche' lui stesso e' allo stesso tempo uno e molti.
Il SUTRA DEL LOTO(5): I BODHISATTVA CHE EMERGONO DALLA TERRA.
E' nel Cap.15 che si evidenzia maggiormente rispetto agli altri
l'importanza del mondo dei bodhisattva che sprigionano dalla terra. Il
capitolo narra di milioni e milioni di bodhisattva venuti da altri mondi
per chiedere al Buddha Shakyamuni il permesso di predicare il Sutra. Il
Buddha prontamente declino' la loro offerta in quanto ci sono gia' molti
bodhisattva in questo mondo che possono proteggere, leggere, recitare ed
insegnare il Sutra del Loto dopo la sua estinzione. Appena il Buddha
cosi' rispose il suolo tremo' su tutta la terra ed un numero enorme di
bodhisattva lucenti e dorati con i loro accompagnatori emerse da
sottosuolo. Essi andarono dai due buddha nello stupa in cielo, Buddha
Molti Tesori e Buddha Shakyamuni, resero loro omaggio, poi a tutti gli
altri buddha sui loro troni di leone. Quindi dopo cinquanta piccoli
kalpa che apparino solo come il trascorrere di dodici ore, ritornarono
dai Buddha nello stupa in cielo, attraversando i cieli di innumerevoli
paesi. Questi bodhisattva erano guidati da quattro grandi bodhisattva:
Pratica Superiore, Pratica Illimitata, Pratica Pura e Pratica Salda, che
domandarono riguardo la salute del Buddha Shakyamuni e ricevettero da
lui una risposta favorevole. Poi Maitreya chiese al Buddha chi fossero
questi enormi, magnifici bodhisattva che non aveva mai visto prima, da
dove fossero venuti e chi avesse insegnato loro il Dharma. I
bodhisattva, che avevano accompagnato i buddha da tutti gli altri mondi,
fecero ai loro buddha la stessa domanda e fu detto loro di ascoltare la
risposta che il Buddha Shakyamuni diede a Maitreya. Quindi Shakyamuni
spiego' che quegli innumerevoli bodhisattva vivono nello spazio vuoto
nella parte sottostante del mondo saha e che lui stesso ha insegnato
loro e li ha guidati dal passato piu' remoto. Maitreya protesto' che
erano passati solo quarant'anni da quando Shakyamuni era illuminato.
Come era possibile che avesse insegnato a questi innumerevoli
bodhisattva in un periodo di tempo cosi' breve? *E' tanto impossibile da
credere*, agiungendo, *quanto un uomo di venticinque anni che afferma di
avere un figlio che ne ha cento!* Non e' esattamente chiaro cosa si
intenda nel Sutra del Loto per *spazio vuoto nella parte sottostante del
mondo saha*. Probabilmente e' il modo piu' conveniente di celare un
numero enorme di bodhisattva. In altre parole, sia nell'interesse della
storia che del messaggio centrale del Sutra del Loto, e' importante che
questi bodhisattva siano nascosti e al contempo appartengano a questo
mondo. Ci viene chiesto di immaginare che questi numeri siano
sbalorditivi, sia il numero dei bodhisattva sia il numero dei kalpa
attraverso i quali il Buddha Shakyamuni ha insegnato loro. Chiaramente
uno degli scopi della storia, forse quello principale, e' di preparare
la “rivelazione” della vita eterna del Buddha nel Capitolo 16. Come
possono cosi' tanti bodhisattva essere stati istruiti dal Buddha
Shakyamuni in un periodo di tempo cosi' lungo? Nonostante tutti pensino
che lui sia diventato illuminato non molto tempo fa a Gaya (India), in
realta' lo era da molto tempo. Ma da quanto? Supponete che qualcuno
avesse preso molti bilioni di universi ognuno consistente di molti
bilioni di mondi, li abbia triturati in polvere sottile e sia andato
verso Est passando per bilioni e bilioni di mondi abbia deposto un
singolo granello di polvere ripetendo cio' finche' tutta la polvere
fosse esaurita. Poi supponete che avesse raccolto insieme tutti i mondi,
sia quelli in cui un granello di polvere fosse stato depositato, sia
quelli dove non fosse stato depositato niente, e avesse triturato tutti
quei mondi in polvere sottile. Il numero di kalpa che sono passati, da
quando il Buddha Shakyamuni e' diventato illuminato, e' milioni di
bilioni di volte piu' grande del numero risultante dalle particelle di
polvere. Qui c'e' un'apparente contraddizione, il Sutra insiste
chiaramente che non vi e' un tempo in cui il Buddha non sia presente, ma
sostiene anche che lui divento' un buddha. Nel Capitolo 16 troviamo la
risposta alla domanda di Maitreya espressa alla fine del Capitolo 15. In
questo Capitolo si insegna che Shakyamuni e' stato un buddha dal passato
piu' remoto pur non spiegando come sia stato sempre e contemporaneamente
illuminato. Da tutto cio' emerge che per affermare questo mondo e
identificare il Buddha con il Dharma, e' importante far si che egli sia
eterno o immortale. Proprio come non c'e' e non ci puo' essere un posto
dal quale il Buddha sia completamente assente, non c'e' alcun tempo in
cui il Buddha non sia presente. D'altra parte il significato stesso di
*Illuminazione” comporta che esso sia un accadimento e quindi esige che
il Buddha Shakyamuni divenne illuminato. Infatti in diversi punti il
Sutra del Loto insegna che Shakyamuni il Buddha divenne illuminato solo
dopo innumerevoli kalpa di pratica come bodhisattva. Inoltre il Buddha
Shakyamuni potrebbe essere un modello per gli altri nell'intraprendere
la Via del Buddha solo diventando illuminato. Quindi un'apparente
contraddizione resta irrisolta. Il Sutra puo' essere indifferente a tali
problemi poiche' non sono importanti da un punto di vista della salvezza
del lettore. Nel Capitolo 24 il Bodhisattva Magnifica Voce esprime al
Buddha della sua terra Puro Fiore il desiderio di visitare il mondo saha
per offrire omaggio a Shakyamuni. Il Buddha Puro Fiore lo avverte che,
nonostante il mondo saha non sia levigato o pulito e il suo Buddha e il
suo Bodhisattva siano piccoli di statura, egli non dovrebbe disprezzare
quel mondo o pensare che il suo Buddha e i bodhisattva siano inferiori.
In questa storia il fine e' che il mondo saha non venga inteso come
inferiore. In altri termini lo scopo reale qui e' un'affermazione del
mondo saha. Esso e' un mondo che non dovrebbe cercare aiuto da altri
mondi perche' non ne ha bisogno. Invece di usare storie di altri mondi
come modo per incoraggiare la fuga da o la negligenza verso questo
mondo, nel Sutra del Loto le storie di altri mondi sono usate per
affermare radicalmente la realta' e l'importanza del nostro mondo.
IL SUTRA DEL LOTO (6): FIORI ED INCENSO DAL CIELO
Nel Capitolo 16 il Buddha ha reso chiaro che lui e' presente da sempre
ed in ogni luogo, ed e' quindi universale ed eterno. Nel Capitolo 17,
avendo sentito cio', un numero incredibilmente grande d'esseri viventi,
bodhisattva e bodhisattva-mahasattva ricevettero varie benedizioni: la
abilità di memorizzare tutto quello che si e' sentito, l'eloquenza
illimitata, il potere di girare la ruota del Dharma, l'illuminazione
suprema dopo otto, quattro, tre, due o una rinascita, o la
determinazione per raggiungere l'illuminazione suprema. Sono qui
menzionati dodici gruppi diversi facenti parte della congregazione
riunita per ascoltare il Buddha che predica, ognuno di essi enormemente
grande, ed ognuno avendo ricevuto varie benedizioni in conseguenza
all'ascolto riguardo la vita eterna del Buddha. Per risposta a questo
gioioso evento, gli dei in cielo fecero piovere splendidi fiori ed
incenso sugli innumerevoli buddha delle dieci direzioni che si erano
riuniti nel mondo saha, sul Buddha Shakyamuni e il Buddha Molti Tesori
che sedevano insieme nel magnifico stupa di quest'ultimo, e sui grandi
bodhisattva, sui monaci, le monache, i laici e le laiche li' riuniti.
Dalle profondita' del cielo, tamburi dal suono meraviglioso risuonarono
da soli. Vennero i molti Indra e Brahma dalle altre terre-buddha. Quindi
gli dei fecero piovere in tutte le direzioni vesti di ogni tipo,
celestialmente ornate con gioielli e bruciarono incenso in bracieri che
si muovevano da soli in giro per tutta la congregazione. Su ognuno dei
buddha adunati sotto gli alberi magnificamente ingemmati, i bodhisattva
si allinearono verticalmente, l'uno sopra l'altro, fino al cielo di
Brahma, portando nastri ingemmati e cantando con magnifiche voci. E'
chiaro che gli eventi qui descritti hanno una portata magica e
cosmologica. La storia coinvolge innumerevoli mondi, buddha, bodhisattva
ed eventi mirabolanti con fiori, suoni ed incenso, tutto in omaggio alla
rivelazione nel mondo saha della buona notizia della presenza sempiterna
del Buddha. Quello che e' importante e' che nonostante quante siano le
direzioni, nonostante quanti siano i mondi e nonostante quanti tipi di
esseri viventi ci siano, sono tutti deliziati, trasformati e magnificano
l'eterna presenza del Buddha. La storia usa un quadro cosmologico, ma fa
cio' con lo scopo di proclamare l'importanza e la magnificenza del
Buddha Shakyamuni, il Buddha del mondo saha.
IL SUTRA DEL LOTO (7): BODHISATTVA MAGNIFICA VOCE
L'immagine della liberazione per mezzo della luce proveniente dal
Buddha, trovata inizialmente nel primo capitolo, viene espressa
nuovamente nel capitolo ventiquattro.
Raggi di luce vengono emanati contemporaneamente dalla sommita' della
testa del Buddha e dal ciuffo tra le sue sopracciglia illuminando
innumerevoli mondi verso l'Est, ma anche un mondo piu' lontano di questi
dove vivevano il Buddha chiamato Sapere dal Re delle Costellazioni-Puro
Fiore e il Bodhisattva Magnifica Voce. Questo Bodhisattva estremamente
bello e raggiante aveva gia' molti grandiosi pregi, incluso l'avere
ottenuto milioni di diversi tipi di samadhi. Quando fu illuminato
espresse al Buddha della sua terra il desiderio di andare nel mondo saha
per rendere omaggio al Buddha Shakyamuni e visitare vari Bodhisattva. La
venuta di Magnifica Voce presso il Buddha Shakyamuni per onorarlo ed
onorare il Sutra del Loto fu annunciata dall'apparizione ad opera dello
stesso Bodhisattva di ottantaquattromila fiori di loto d'oro e
d'argento, simboleggianti altrettanti Bodhisattva che lo avrebbero
accompagnato. Magnifica Voce giunse nel mondo saha su di una piattaforma
volante di sette tesori passando attraverso tutti i mondi ad Est dove le
terre tremarono nelle sette direzioni, fiori piovvero dai cieli e i
tamburi risuonarono. Quando arrivo' al Picco dell'Avvoltoio, discese
dalla sua piattaforma, si avvicino' al Buddha Shakyamuni, lo venero'
chinandosi ai suoi piedi, lo insigni' con una magnifica collana,
presento' vari saluti e felicitazioni dal Buddha della sua terra ed
espresse il desiderio di vedere il Buddha Molti Tesori. Il Buddha Molti
Tesori premio' Magnifica Voce per essere venuto mentre il Bodhisattva
conosciuto come Eccellente Fiore volle sapere cosa avesse fatto
Magnifica Voce per meritare poteri cosi' grandiosi. Il Buddha Shakyamuni
allora, spiego' che Magnifica Voce proveniva dal regno del Buddha Re del
Suono del Temporale al quale aveva offerto molti doni tra cui diversi
tipi di bella musica ed ottantaquattromila vasi ingemmati. In virtu' di
queste offerte, il Bodhisattva rinacque nella terra del Buddha Puro
Fiore e gli furono dati grandi poteri soprannaturali. Assumendo
qualsiasi forma di esistenza appropriata all'insegnamento del Sutra del
Loto - sravaka, pratyekaBuddha, Bodhisattva, Buddha- Magnifica Voce
proteggeva gli esseri viventi. Quando il Buddha presento' l'insegnamento
racchiuso in questo capitolo, gli ottantaquattromila Bodhisattva che
avevano accompagnato Magnifica Voce e numerosi altri Bodhisattva del
mondo saha conquistarono l'abilita' di trasformarsi in altri esseri
viventi. Reso omaggio al Buddha Shakyamuni ed allo stupa del Buddha
Molti Tesori, Magnifica Voce ritorno' nella terra del Buddha Puro Fiore
facendo tremare di nuovo quelle terre nelle sei direzioni, facendo
piovere fiori su di loro e la musica risuonare dai loro cieli. In questo
capitolo e' ancora espressa l'idea della specialita' del mondo saha in
quanto luogo in cui e' presente il Buddha Shakyamuni. Di fatto sembra
che questo mondo, nel quale giungono i Bodhisattva per visitare il
Buddha Shakyamuni, sia di importanza speciale perche' e' un luogo piu'
appropriato, ossia, piu' difficile per la pratica del Bodhisattva. Uno
dei temi ripetuti nel Sutra e' che si puo' e si dovrebbe imparare dalle
difficolta'. La salvezza in questo mondo non e' una questione di
liberta' dalla sofferenza e dalle angosce, quanto un processo continuo
di superamento del male nell'aiutare gli altri. In questo Sutra per
esempio, il Buddha Shakyamuni ringrazia semplicemente Devadatta, ben
conosciuto altrove come la personificazione del male, per essere il suo
insegnante e predice che anche Devadatta diventera' un Buddha. In tal
senso questo mondo offre molte opportunita' a ciascuno di entrare nella
Via del Buddha attraverso la pratica del Bodhisattva. Ha un significato
speciale che qui, verso la fine del Sutra del Loto, il Bodhisattva
Magnifica Voce, un maestro della contemplazione e del samadi, esprima il
suo desiderio di elogiare non solo il Buddha Shakyamuni e il Sutra del
Loto, ma anche un numero di Bodhisattva. In questo modo la
contemplazione e' subordinata o messa al servizio dell'ascolto del
Dharma e del fare pratica di Bodhisattva nel mondo saha. In relazione a
cio', qui viene detto che Magnifica Voce ha il samadi chiamato “il
Manifestare Tutti i Tipi di Corpi*, il potere di assumere qualsiasi tipo
di forma “nell'interesse degli esseri viventi.
IL SUTRA DEL LOTO (8): L'UNO E I MOLTI
Il secondo capitolo, spesso visto come la chiave per comprendere la
prima parte del Sutra, espone la dottrina dell'upaya, certamente uno
degli insegnamenti centrali del Sutra del Loto e forse il piu'
importante. Il Buddha emergendo dalla contemplazione, spiega a Sariputra
il motivo per il quale e' cosi' difficile, quasi impossibile,
comprendere la saggezza dei Buddha. Per salvare i diversi esseri
viventi, tutti i Buddha hanno fatto uso di un'enorme varieta' di metodi
e di mezzi d'insegnamento appropriati a situazioni differenti e quindi
le tre Vie, la Via dello sravaka, la Via del pratyekabuddha, e la Via
del Bodhisattva, sono mezzi d'insegnamento che mettono in grado i
diversi tipi di persone di entrare nell'unica Via del Buddha. Sariputra,
parlando sia nell'interesse suo che degli altri presenti, e' perplesso,
ancora non capisce e chiede al Buddha ulteriori spiegazioni. Per due
volte il Buddha si rifiuta dicendo che non avrebbe fatto altro che
confondere ancora di piu' le cose ma poi finalmente acconsente ad
esporre il Dharma per intero. A questo punto, circa cinquemila monaci,
monache e laici nella congregazione, cosi' arroganti da pensare di aver
gia' ottenuto il piu' alto livello possibile di saggezza e di non avere
piu' niente da imparare, si alzano dai loro posti, si inchinano di
fronte al Buddha e vanno via. Il Buddha non cerca di fermarli e rimarca
che la congregazione era appena stata liberata da ramoscelli e foglie
poco utili.
Il Buddha spiego' di nuovo che tutti i Buddha del passato, dei vari
mondi del presente e tutti quelli del futuro ricorrono a diverse
scritture e metodi d'insegnamento, inclusi una grande varieta' di sutra,
rispondendo alle diverse situazioni, nell'interesse di condurre le
persone all'unica Via del Buddha. Tali insegnamenti, lui insiste, non
sono ne' vuoti ne' falsi. In particolare l'insegnamento del Nirvana fu
escogitato per le persone non ancora pronte per il Grande Veicolo
(Mahayana).
E' inclusa una lunga lista di pratiche attraverso le quali accedere alla
Via che conduce alla buddhita', l'inchinarsi davanti ad un'immagine del
Buddha, fare qualsiasi offerta o entrare in uno stupa. Tutto cio' si
accorda con l'antica promessa del Buddha di condurre tutti gli esseri
viventi all'illuminazione, quindi nel portarli ad essere dei Buddha loro
stessi. Nel terzo Capitolo, Sariputra, lo sravaka principale e
normalmente non considerato un Bodhisattva, desidera danzare per la
gioia poiche' si rende conto che, nella verita' del Dharma, anche lui e'
destinato a diventare un Buddha e in quel senso e' di fatto gia' un
Bodhisattva. Il Buddha annuncia a Sariputra che sarebbe diventato il
Buddha Fiore di Luce, descrivendo il tempo in cui cio' sarebbe avvenuto
e la terra nella quale il nuovo Buddha avrebbe regnato. Questo annuncio
causa il rallegrarsi di tutti gli altri membri dell'assemblea e
l'affermare che dopo un primo giro della ruota del Dharma avvenuto a
Varanasi, il Buddha ora ha girato la ruota del Dharma piu' grande.
Sariputra, sebbene incoraggiato da questa rassicurazione, nell'interesse
di quei discepoli che ancora non comprendevano, supplica il Buddha di
spiegare perche', se non ci sono tre sentieri, li abbia cosi' spesso
predicati nel passato. Questa volta il Buddha risponde tramite la
“parabola della casa in fiamme*. La casa di un uomo ricco dalla quale e'
possibile uscire solo tramite uno stretto cancello, si incendia con i
suoi molti figli che stanno giocando all'interno. Nonostante il padre li
chiami compassionevolmente dall'esterno, incitandoli ad abbandonare la
casa, essi sono troppo presi dal loro gioco per prestare attenzione
all'incendio. Allora il padre dice loro che se usciranno fuori dal
cancello troveranno una carrozza tirata da un'antilope, da una capra o
da un bufalo a seconda delle loro preferenze nel giocare. Dal momento
che tali rari oggetti di gioco sono proprio cio' che desideravano, i
bambini si affrettano ad uscire e chiedono al padre pieno di gioia i
carri promessi. Invece egli, poiche' e' ricco e ne ha molti, da' ad
ognuno dei suoi figli un carro molto piu' grande e piu' attraente. I
bambini, avendo ricevuto qualcosa che non avrebbero mai atteso, sono
felici. Il Buddha interpreta questa parabola per Sariputra, spiegando
che egli, il Buddha, e' molto simile al padre della parabola che cerca
di salvare i suoi figli dagli incendi della nascita, della vecchiaia,
della malattia, della morte e dell'angoscia, dai quali essi non possono
fuggire a causa dei molti attaccamenti. Per tale motivo il Buddha offre
loro i tre Veicoli come modo per farli passare attraverso il cancello
ma, alla fine, li premia con il Grande Veicolo. Cosi' come il padre non
puo' essere accusato di ingannare i suoi figli, allo stesso modo il
Buddha non puo' essere accusato d'inganno per l'uso di mezzi didattici
(upaya). Le parabole sono analogie mai perfette. Un limite di questa
parabola riguarda il suggerire che le diverse Vie (i carri piu' piccoli)
possano essere rimpiazzate dall'Unica Via (il carro speciale). Ma se noi
seguiamo l'insegnamento del Sutra nel suo insieme, diventa chiaro che
l'Unica Via del Buddha non e' un'alternativa alle altre Vie, essa le
include. Il Grande Sentiero integra in se' i molti sentieri, esso li
riunisce poiche' sono all'interno dell'Unica Via. L'intendere i sentieri
minori come sostituiti in qualche modo dall'Unica Via comporterebbe il
rifiuto per intero dell'idea della Via del Bodhisattva quando invece
tutta l'ultima parte del Sutra e' una sorta di magnificazione di tale
percorso. Anche nella storia stessa, i bambini che corrono fuori dalla
casa in fiamme stanno ricercando le Vie dello sravaka, del
pratyekaBuddha e del Bodhisattva, tre Vie essenzialmente uguali nel
condurre gli esseri alla salvezza. Se il mondo e' rappresentato dalla
casa in fiamme della parabola, il Sutra non insegna a fuggire da esso.
Altrove, nel testo, e' reso chiaro come e' proprio nel mondo che
dovremmo lavorare per salvare gli altri. Il punto qui, penso, e' che noi
siamo come bambini che giocano, poco attenti all'ambiente che ci
circonda. Puo' darsi che non sia il mondo intero ad essere in fiamme, ma
i nostri campi di gioco, i mondi privati che ci creiamo attraverso i
nostri attaccamenti e la nostra compiacenza. Quindi il lasciare la casa
non e' fuggire dal mondo ma lasciare indietro il nostro mondo di gioco,
i nostri attaccamenti ed illusioni, o solo alcuni, per poter entrare nel
mondo reale. E' anche rilevante notare che il padre dice ai bambini che
possono avere cio' che piu' desiderano. Non puo' semplicemente forzarli
ad uscire; egli ricorre a qualcosa che e' gia' in loro, qualcosa che in
seguito verra' ad essere conosciuto come *natura di Buddha*. A volte il
Buddha deve usare degli espedienti appropriati per poter condurre gli
altri a realizzare il loro potenziale ma questo non vuole dire che
qualunque trucco andra' bene. Gli espedienti del Buddha sono sempre
appropriati, ossia disegnati per il beneficio di colui a cui sono
diretti. Il padre ha pensato a cio' che era appropriato per questi
bambini in quella situazione specifica. Persino l'elegantissimo carro
che il padre da' ai bambini e', dopo tutto, solo un carro, un veicolo.
Tutti gli insegnamenti e le pratiche dovrebbero essere intesi come
mezzi, come modi possibili per aiutare le persone, non dovrebbero mai
essere considerati come verita' ultime. Esse sono verita' importanti in
quanto sufficienti strumenti di salvezza. Cosi' nel Sutra del Loto
l'insegnamento non e' insegnamento del Dharma a meno che non sia
insegnato a qualcuno. Nel Capitolo terzo e' estesa l'idea che il Buddha
predica solo ai Bodhisattva. Il punto e' che predicare e ascoltare il
Dharma e' essere un Bodhisattva. Ascoltare veramente l'insegnamento
significa portarlo nella propria vita, dunque praticarlo, dunque essere
un Bodhisattva. Si puo' dire che i Buddha vengono nel mondo solo per
trasformare le persone in Bodhisattva. Quello che il Sutra condanna non
sono le altre persone o i veicoli minori, ma l'arroganza, specialmente
l'arroganza che risiede nel pensare che si e' giunti alla verita', ad
una qualche meta finale. Piuttosto, siamo richiamati da questo Sutra ad
essere *principianti a vita*, gente che sa che ha molto da imparare e
sempre ne avra'. I cinquemila che lasciano l'assemblea nel secondo
capitolo sono detti essere come ramoscelli e foglie di poca utilita', ma
nel capitolo ottavo sara' detto che anche loro sono destinati a
diventere dei Buddha. Cosi' anche gli sravaka sono Bodhisattva. In ogni
paradiso, o terra di Buddha simile al paradiso, ci sono innumerevoli
sravaka ad indicare che la loro Via non va respinta o rifiutata, ma
relativizzata, vista all'interno di un contesto piu' ampio che e'
racchiuso nella Via del Buddha. Molti sravaka, ovviamente, non sanno di
essere Bodhisattva, ma lo sono comunque.
Il Buddha dice al discepolo Kasyapa alla fine del capitolo quinto:
Quello che stai praticando
e' la Via del Bodhisattva.
Mentre gradualmente praticate ed imparate,
ognuno di voi dovrebbe diventare un Buddha.
IL SUTRA DEL LOTO (9) LA NATURA DI BUDDHA
In tutto il Sutra del Loto viene messo in risalto il concetto di *natura
di Buddha*, ossia la potenzialita' insita in ogni essere vivente di
diventare illuminato, un buddha, incluso colui che sta leggendo il Sutra
al momento presente. Nonostante questo concetto pervada l'intero Sutra,
non viene mai menzionato come *natura di Buddha*. Per poter esprimere la
natura di Buddha e' fondamentale la pratica del Bodhisattva, pratica che
viene compiuta aiutando gli altri, come il Buddha Shakyamuni stesso ha
fatto in primo luogo.
*Poiche' tutti i viventi hanno varie nature, vari desideri, varie
attivita',
varie idee e modi per fare distinzioni, e perche' volevo guidarli nel
mettere radici di bonta', ho usato una varieta' di spiegazioni,
parabole, e
parole e ho predicato vari insegnamenti. Cosi' non ho mai trascurato
per un momento il lavoro di Buddha.
Cosi' e', dal momento che e' passato molto tempo da quando sono
diventato Buddha, tutta una vita di asamkhyeya kalpa non quantificdidattici,
di sempiterna esistenza e mai entrando nell'estinzione. Figli miei,
tutta
la vita che ho guadagnato perseguendo la Via del Bodhisattva non e'
ancora nemmeno finita, ma sara' il doppio del numero di kalpa gia' passati*.
IL SUTRA DEL LOTO (10): I BODHISATTVA COME ESEMPI DA SEGUIRE
Ebbene si', ci basta sollevare un dito per indicare quale sia la
verita' e noi saremo gia' dei bodhisattava, come numerose storie del
Sutra del Loto illustrano con dovizia di particolari. Ed in effetti sono
le storie nel Sutra del Loto ad incoraggiare la pratica del Bodhisattva;
prendiamo in considerazione il capitolo su Kwan-yin, egli ha mille
braccia e per ognuna di esse una capacita' diversa con cui aiutare gli
altri, anche noi abbiamo bisogno di sviluppare altrettante virtu' per
mezzo delle quali aiutare gli altri. La storia in se' vuole solo
mostrarci come dovremmo essere, qualsiasi riferimento ad una benedizione
divina passa in secondo piano. Cosi' ci avviciniamo al concetto di mezzi
didattici.
Il SUTRA DEL LOTO (11): MEZZI DIDATTICI, COSA VUOL DIRE ESSERE UN BODHISATTVA?
Nel Sutra del Loto essere un bodhisattva vuol dire usare mezzi didattici
per aiutare gli altri a vivere delle vite piu' soddisfacenti, porsi in
relazione con un'altra persona ed aiutarla ad assumere maggiore
responsabilita' per la propria vita. Per il Sutra del Loto questo e'
cio' che il Buddhismo e'.
*Anche se cercate in tutte le direzioni,
Non ci sono altri Veicoli,
A parte i mezzi didattici predicati dal Buddha*.
Nel Sutra del Loto quindi troviamo racchiusa una grande fantasia
creativa strettamente unita ad un'estrema praticita'. I mezzi didattici
non vogliono essere dei comandamenti, ma solo incoraggiarci,
nell'interesse della nostra salvezza e di quella degli altri, ad essere
intelligenti, immaginativi, persino ingegnosi nel trovare modi per
essere di aiuto.
IL SUTRA DEL LOTO (12): IL DHARMA REALIZZATO
Il Dharma si puo' trovare realizzato negli insegnamenti concreti,
poiche' e' in questi che ritroviamo la natura buddhica di cio' che ci
circonda. Possiamo ricercare il Dharma nella vacuita' del mondo, nella
transitorieta' degli eventi, nei cambiamenti che possiamo scorgere;
luoghi questi in cui dimora il Buddha. Percio' ogni aspetto della vita
va trattato con intuito, compassione e rispetto. Non vi e' un grande uso
della nozione di vuoto (sunya o sunyata) nel Sutra del Loto. Ovviamente
tutte le cose sono vuote. Ma un'esagerata enfasi sul vuoto puo' troppo
facilmente diventare una sorta di nichilismo in cui niente ha
importanza. Nel Sutra del Loto ogni cosa ha importanza. Il Buddha lavora
per salvare tutti gli esseri. Persino il povero Bodhisattva Mai
Disprezzare, che va in giro a dire a tutti che dovranno diventare dei
Buddha, nonostante inizialmente non avesse grande successo, alla fine
“converti' moltitudini di un migliaio, diecimila, milioni, mettendoli in
grado di vivere nello stato di illuminazione suprema”. E poi egli
divento' il Buddha Shakyamuni!
IL SUTRA DEL LOTO (13): ORIENTATO AL FUTURO
Mentre il Sutra del Loto offre una quantita' di ragioni per essere grati
al passato e in questo modo si trovava ad essere pienamente compatibile
con la venerazione degli antenati dell'Asia dell'Est, e' piu' incline
verso la pratica del Bodhisattva quale nostro contributo al futuro. Il
Sutra e' pieno di storie nelle quali qualcuno, di solito una figura
simboleggiante il Buddha, cerca di migliorare le cose per gli altri; una
guida fa apparire un luogo di riposo cosi' che i suoi viaggiatori
saranno in grado di continuare il loro viaggio, un padre medico induce
con uno stratagemma i suoi figli a prendere un antidoto per il veleno,
un altro padre attira i suoi bambini fuori dalla loro casa in fiamme
offrendo loro delle ricompense, ancora un altro padre escogita un modo
per sviluppare gradualmente il senso di responsabilita' in suo figlio.
In ogni caso, l'azione appropriata e' una questione di essere
genuinamente di aiuto verso gli altri consentendo loro in qualche modo
di essere piu' responsabili per le proprie vite e di conseguenza per le
vite degli altri. Nonostante la pratica Buddhista nell'Asia dell'Est si
sia occupata largamente dei morti, la Via del Bodhisattva riguarda
principalmente il futuro e le possibilita' future nel presente. Quello
che emerge nel Sutra del Loto e' una specie di modello
cosmologico/soteriologico nel quale le storie soprannaturali valorizzano
lo stesso Sutra, il Buddha Shakyamuni e il nostro mondo, in modo da
incoraggiare la pratica di Bodhisattva nel mondo reale, che e' la Via
del Buddha alla salvezza. Il portare all'interno delle storie del Sutra
il cosmo ed una varieta' di elementi soprannaturali e' inteso per dare
maggiore importanza al Sutra stesso. La predicazione di questo Sutra e'
qualcosa che viene eseguita non solo dagli esseri umani ma da tutti gli
esseri senzienti in un innumerevole, o forse persino in un infinito,
numero di luoghi. A sua volta la figura del Buddha Shakyamuni e'
valorizzata dall'acquisita importanza del Sutra stesso, poiche' egli e'
quello che predica il Sutra. Nell'intero Sutra i buddha e i bodhisattva
vengono in questo mondo per lodare il Buddha Shakyamuni per la sua
predicazione del Sutra del Loto, che qui e' equivalente al Dharma. E
poiche' il Buddha Shakyamuni e' il Buddha del mondo saha (il nostro
mondo ), anche il suo livello si accresce. E' nel mondo saha che i
buddha e i bodhisattva vengono da altri tempi e mondi per lodare il
Buddha Shakyamuni. E questo, ovviamente, eleva il livello e l'importanza
di quelli che vivono nel mondo saha; specialmente di quelli che seguono
gli insegnamenti del Buddha Shakyamuni, si responsabilizzano per le
proprie vite, e diventano praticanti della Via del Bodhisattva, entrando
cosi' nella Via del Buddha che rappresenta la loro salvezza. Il Sutra
afferma infatti che la vita di ognuno di noi che vive in questo mondo
saha, presa singolarmente, ha un significato cosmico. Possiamo percio'
essere incoraggiati a perseguire la nostra salvezza personale, i nostri
fini come buddha, nel praticare la Via del Bodhisattva, aiutando gli altri.
Cosi' per il Sutra del Loto, in un certo senso l'intero cosmo, l'intero
numero virtualmente infinito di mondi, piu' grande di quello che
possiamo contare o persino immaginare, la vasta struttura cosmica per
intero e' in relazione a noi, e per un verso dipendente dalle nostre
scelte e decisioni nella vita di ogni giorno, come noi siamo dipendenti
da esso. In questo, cosi' come in altri modi, il Sutra del Loto e' una
radicale affermazione di immanenza. Ma lungi dal vedere questo mondo
come gia' perfetto in un qualche modo mistico o dall'essere accettato
cosi' com'e', esso afferma il mondo come vero con tutta la sua
sofferenza e quindi come posto autentico e concreto per la pratica di
Bodhisattva.