Le origini del Chan sono, dal punto di vista storico, del tutto
sconosciute.
Le prime fonti storiche complete di questa scuola sono nel
'Jingde chuandeng
lu' (T.D. 2076, compilato da Daoyuan, giapp. Deitoku
Dentoroku) che
rappresenta il trentesimo capitolo del 'Wudeng lu' (Cinque
cronache, giapp.
Gotoroku) opera cinese del X sec.
Prima, secoli prima,
non mancano sicuri riferimenti (T.D. 2060; e
50,551b-552c; 2837;
2838; 2008) all'esistenza di una scuola buddhista che
rappresentava
"Una speciale tradizione esterna alle scritture;
Non
dipendente dalle parole e dalle lettere;
Che punta direttamente al cuore
umano;
Che vede dentro la propria natura
e raggiunge la
buddhità".
ma essi sono avvolti ancora nella leggenda ed è difficile
trovarne dei
riscontri storici verificabili.
Ma gli storici in questi
anni stanno selezionando e verificando il materiale
agiografico e gli studi
sul Chan subiranno presto una svolta.
Detto questo, al momento di
storicamente accertato è la figura del quarto
patriarca Daoxin
(580-651),
autore del 'Rudao anxin yao fanghian famen' ('Il riposo della
mente che
accede alla via' la cui prima traduzione in lingua occidentale sta
qui: « Le
Repos de l'esprit qui accède à l'Absolu », de Tao-sin,
traduction du
chinois, Tch'an Zen, Racines et floraisons, Hermès,
nouvelle série, n° 4,
Paris, Les Deux Océans, 1985, p. 82-87).
Di
Niutou Farong sappiamo che era uno studioso del Madhyamika e che
ricevette
l'ordinazione monastica nel 602 a Maoshan (vicino Nanchino)
all'eta di 19
anni.
Secondo il 'Jingde chuandeng lu' Farong si ritirò sul monte Niutou
dove
rimase per otto anni studiando i sutra recandosi successivamente a
Youxi
dove iniziò la pratica meditativa del Dhyana.
Daoxin nel 643 venne
a sapere dell'esistenza di un eremita sul monte della
Testa di Bufalo
(Niutou) e si recò a fargli visita. Quando lo vide sobbalzò
nell'udire il
ringhio di una tigre e Farong gli disse: "Vedo quello che è
ancora in te".
Quando Farong si allontanò dalla roccia dove era seduto,
Daoxin
disegno l'ideogramma 'Fo', il nome di Buddha in cinese, tornato
Farong esitò
prima di sedersi su un ideogramma 'sacro'. "Vedo quello che è
ancora in te"
replicò allora Daoxin.
Farong chiese quindi a Daoxin di prenderlo come
allievo e in seguito grazie
al Quarto patriarca raggiunse una profonda
Illuminazione, fondando su quel
monte un monastero dove insegnò il Sutra del
Loto, i Prajnaparamita e il
Madhyamika oltre la scuola Chan che da questo
monastero prese il nome:
Niutouchan.
Il lignaggio del Niutouchan è
scomparso in Cina, verrà portato in Giappone
da Saicho, il fondatore della
scuola Tendai che ebbe appena il tempo nel suo
viaggio in Cina di ricevere,
nell'804, l'ultima trasmissione di questo
insegnamento prima della sua
definitiva scomparsa dal suolo cinese.