Il Buddhismo, i Buddhismi - seconda parte.



Quello che segue sono solo le mie opinioni e miei discutibili appunti di
studio di cui mi prendo ogni responsabilità, pronto a ricredermi se vi sono
errori.

Prima di arrivare a descrivere alcune dottrine occorre complicare
ulteriormente le cose. :)

L'argomento Hinayana/Mahayana è stato oggetto di numerosi miei post, quando
nel settembre dello scorso anno, il Bartolomucci affermò essere la scuola
Theravada l'unica autentica rappresentante dell'insegnamento dello
Shakyamuni, rimasta integra nel suo insegnamento in Sri Lanka.
Sostenne anche che il Pali fosse la lingua parlata dal Buddha storico. Dato
ciò ed essendo le scuole Mahayana delle produzioni apocrife posteriori per
lui un monaco Mahayana equivaleva ad un monaco di Farfa. Insomma al monaco
di un'altra religione.

Io sostenni che le evidenze storiche, da me ritenute corrette e quindi
riportate, evidenziavano come:
1. Non abbiamo contezza dell'autentico insegnamento dello Shakyamuni.
Probabilmente gli Anga/Nikaya presenti nei Canoni pali, cinese e tibetano ne
riportano alcuni insegnamenti autentici. I testi scritti dei predetti Canoni
risalgono più o meno tutti ad un periodo a cavallo della nostra era.
2. Il Buddha storico non poteva parlare il Pali perché è una lingua
pracritica ancora non presente nel periodo di Asoka.
3. Non è vero che l'insegnamento è rimasto continuativamente integro in Sri
Lanka, in quanto la scuola Theravada ha anch'essa ha subito dure
persecuzioni perdendo testi e lignaggi che ha dovuto recuperare da altri
paesi.
4. Che alcuni storici del buddhismo ritengono la scuola Theravada non
diretta espressione delle scuole Hinayana ma una sua evoluzione persino con
influenze Mahayana.
5. Che di scuole Hinayana (Sthaviravada) ne esistono diverse con precise e
rimarcate differenze dottrinali.

Già saugata nel thread 'Scuole buddhiste ed il sé" (avviato 16 settembre
dello scorso anno) mi sconsigliò l'uso del termine Hinayana da sostituire
con il termine Sravakayana. Questo per due ragioni il termine Hinayana può
risultare offensivo e inoltre compare davvero poco nella letteratura
rispetto a Sravaka.
Io gli risposi subito che non intendevo Hinayana come offensivo ma con uso
'storico'. In effetti non c'è manuale, dizionario o enciclopedia che non
utlizzi per le scuole antiche questo termine.
D'altronde anche 'sravaka' non è un complimento, in questo modo nella
letteratura mahayan sono indicati i discepoli che 'ascoltano' le dottrine ma
non ne intendono il significato profondo che è sempre e solo la sunyata...

Tutto questo perché ora sosterrò che come è discutibile sostenere che la
scuola Theravada sia l'autentica scuola avviata dal Buddha Shakyamuni, così
il Mahayana è utilizzato in modo altrettanto improprio.

I praticanti Mahayana sono spesso usi sostenere che anche il Mahayana derivi
direttamente dall'insegnamento del Buddha Shakyamuni, che la propra
letteratura nasca dai Prajnaparamita e che il proprio fondatore sia
Nagarjuna.

Tutto ciò è scorretto almeno per quanto concerne proprio la denominazione
Mahayana. Nagarjuna non la cità mai, né i testi antichi delle Prajnaparamita
la citano. 'Mahayana' o gli insegnamenti che oggi intendiamo
complessivamente come tali, compaiono in India come iscrizioni solo nel II
sec. e.v. Peraltro rare iscrizioni.

Il Mahayana è quindi una denominazione davvero tarda. Una denominazione
inventata da qualche isolato e marginale gruppo di monaci che voleva
differenziarsi 'insultando' altri insegnamenti. L'avranno fatto a torto o a
ragione, ma è andata così.

Così G. SCHOPEN (University of California, Los Angeles):
"Rather than being datable to the beginning of the common era, this strand
of Mahayana Buddhism, at least, appeared to have no visible impact on Indian
Buddhist cult practice until the second century, and even then what impact
it had was extremely isolated and marginal, and had no lasting or long-term
consequences-there were no further references to Amitabha in Indian image
inscriptions. Almost exactly the same pattern occurs on an even broader
scale when nontextual evidence is considered."

Peraltro c'è poca coerenza negli insegnamenti che vanno sotto il
termine Mahayana.
Certamente ci sono alcuni punti di convergenza ma altri di totale e
importante divergenza.

Eppoi considerata nell'insieme la letteratura  Mahayana è davvero
'espansionista'.
Su questa accusa degli Hinayana non c'è alcun dubbio: è assolutamente vera.

Ora non è che debba essere necessariamente un demerito, occorre però
prenderne atto. E' così.

Di seguito riporto la letteratura Mahayana indiana (e non cito quella di
diretta produzione cinese, tibetana e giapponese...) di cui personalmente
dispongo. Faccio notare che se è anche una discreta parte di quella
tradotta, è pur sempre una minima parte di quella ancora non tradotta in
lingua occidentale.

Prajnaparamitasutra:
- Astasahasrikaprajnaparamita sutra (Ottomila stanze) (eng) è il più antico;
- Vajracchedikaprajnaparamitasutra (Sutra del Diamante) (ita-eng);
- Saptasasikaprajnaparamitasutra (settecento stanze) (eng);
- Pancasatikaprajnaparamitasutra (cinquecento stanze) (eng);
- Prajnaparamitaradhasatikasutra (cinquanta righe) (eng);
- Prajnaparamitahridayasutra (Sutra del Cuore, estesa e breve) (eng e ita);
- Suvikrantavikramipariprcchaprajnaparamitanirdesa (le Domande di
Suvikrantamin) (eng.)
- Svalpaksaprajnaparamitasutra (la Conoscenza trascendente in poche parole)
(eng)
- Prajnaparamitanayasatapancasatika (Centocinquantametodi) (eng)
- Pancavimsatikaprajnaparamitamukha (le Venticinque porte) (eng)
- Ekaksarimatanamasarvatathagataprajnaparamita (la Conoscenza trascendente
madre dei Tathagata) (eng)
- Kausikaprajnaparamita (la Conoscenza trascendente per Kausika) (eng)
- Prajnaparamita Suryagharba (eng.)
- Prajnaparamita Samantabhadra (eng.)
- Candragarbha Prajnaparamita (eng.)
- Prajnaparamita Vajrapani (eng.)
- Prajnaparamita Vajraketu (eng.)
- Prajnaparamita nama astasataka (eng.)

Sutra:
- Sukhavativyuhasutra (esteso) (eng)
- Sukhavativyuhasutra (breve) (eng)
- Amitayurdhyanasutra (eng)
- Saddharmapundarikasutra (Sutra del loto) (eng-ita) (sia dalla fonte cinese
che sanscrita)
- Surangamasutra (eng-ita)
- Lankavatarasutra (eng)
- Mahayana Mahaparinirvanasutra (eng)
- Bhaisajyagurusutra (eng)
- Vimalakirtinirdesasutra (eng-ita)
- Avatamsakasutra (Sutra della ghirlanda fiorita) (eng)
- Samdhinirmocana Sutra (Sutra che rivela il pensiero) (eng.)
- Uttaratantrasastra (anche detto Ratnagotravibhavaga) (eng)
- The Zambasta book (integrale in eng, antologia in ita)  Rappresenta il
buddhismo kothanese.
- The Sutra of innumerable manings
- The Sutra of meditation on the Bodhisattva Universal Virtue
(Samantabhadra)
- The question of Nagasri
- Antarvyaptisamarthana-Ratnakarasanti

Trattati:
- Madhyamakakarika di Nagarjuna (ita)
- Vigrahavyartani (Lo sterminio degli errori) di Nagarjuna (ita)
- Rajaparikatharatnamala di Nagarjuna (ita)
- Madhyamakavatara di Candrakirti (eng)
- Abhisamayalankara di Asanga (eng.)
- MahayanaSamraha di Asanga (eng.)
- Madhyantavibangabhasya di Asanga (eng.)
- Buddhakarika di Asvaghosha (eng)
- Mahayana-Sraddhotpada Shastra di Asvaghosha (esp.)
- Bodhicaryavatara di Santideva (ita)

Ora prima di intervenire sulle dottrine dobbiamo renderci conto che tutta
questa letteratura, inizialmente nemmeno denominata Mahayana e buona parte
della quale attribuita allo Shakyamuni, è apocrifa.

Anche i vari Abhidharma sono per me apocrifi.

Personalmente ritengo solo gli Agama/Nikaya, e non so quanto di essi,
attribuibile direttamente allo Shakyamuni.

Con questo non voglio sostenere che questa letteratura non possa riportare
degli insegnamenti del Buddha storico, solo che non può essere direttamente
attribuita a lui.

Ciò non è poi così importante perché anche con il Buddha storico in vita
vigeva il principio del Buddha-vacana.

Ciò che è importante dal mio punto di vista è l'impatto che una letteratura,
e gli insegnamenti relativi hanno sui noi praticanti.

Non c'è alcune autorità al di fuori delle nostre capacità critiche ci
avvertiva lo Shakyamuni.

Studiamo, pratichiamo e scegliamo. Non è che ci sia molto da fare di più.

Quello che posso fin da ora sostenere è che per quanto mi concerne i
Prajnaparamita/Abhidharma sono comunque coerenti con le premesse degli
Agama/Nikaya sulla critica delle 'ditthi', sulla concezione dell'anatman e
dell'anitya. Svolgono un ruolo di svelamento degli insegnamenti lì contenuti
in nuce e non chiariti. In questa opera di disvelamento si differenziano tra
Abhidharma e tra Abdhidharma e Prajnaparamita e tra Prajnaparamita e altri
sutra ancora.

Ora passerò alla scuola Madhyamika e alle sue diramazioni. Tornerò a
denominarla Mahayana perché è un termine ormai invalso. Ma è un termine
scorretto almeno fino a qualche secolo dopo la nostra era.

Non c'è dubbio che i pellegrini cinesi che visitarono l'India incontrarono
molti monaci mahayana che spesso erano ormai la maggioranza e che
diffondevano insegnamenti che non erano nati propriamente come insegnamenti
mahayana. Ma non stiamo certamente parlando dei primi secoli della nostra
era.

Stessa cosa riguarda ciò che accadde nei primi secoli della nostra era
nell'impero Kushano.

Parliamo di Mahayana per abitudine, ma teniamo presente che allora per
Nagarjuna e Kanishka I era un termine del tutto sconosciuto.

Dimenticavo a parte i testi intergrali, a titolo di cronaca (ovvero di
utilizzo futuro a chi dovesse servire) dispongo anche due (8° e 9° volume)
preziosissimi e volumosissimi volumi di K.H. Potter che avvalendosi di
decine  dei migliori studiosi viventi ha costituito negli anni '90 una
poderosa enciclopedia delle opere della filosofia indiana. Elencati per
singola opera, ognuna di queste viene presentata in modo sintetico. I due
volumi coprono l'intero buddhismo indiano dal 100 e.v. al 600 e.v. Purtroppo
mi manca il 7° che riporta i vari Abhidharma e i successivi che coprono le
opere successive.

A chi non è interessato può dare comunque idea di cosa stiamo parlando
quando si dice 'ricchezza' di testi. :)

Ci sono ovviamente anche opere non mahayana.

Le opere in abstract  sono:

Volume 8°

l.Satparamita (1st cent. A.D.) 79

2.Bodhisattvapitaka (1st c. A.D.) 79

3.Tñskandhadharmaparyaya (1st c. A.D.) 79

4.Katyayanavadanasutra (1st c. A.D.) 79

SAstasahasrikaprajñaparamitasutra (100) (Olson) 79

6,Ren benyu shengjing (100) 86

7.Yiqie liu she shou yin jing (100) 87

S.Sidijing (100) 87

9.Ben xiang yi zhi jing (100) 87

10.Lou fenbu jing (100) 87

ll.Pu fayi jing (100) 87

l2.Ba zheng dao jing (100) 87

13.Da anban shouyijing (100) 87

14.7m chi ru jing (100) 88

15.Chanxing faxiang jing (100) 88

16Ajatasatrukaukrtyavinodanasutia (125) 88

17.Kasyapaparivartasutra (125) 88

18Aksobhyavyuhasutra (125) 88

19.Drumakinnarasutra (125) (Harrison) 89

20.Lokanuvartanasutra (125) (Harrison) 90

2l.Pratyutpannabuddhasanmukhavasthitasutra (125) 90

22.Dou shajing (125) 93

23.Wenshushili wen pusa shu jing (125) 93

24.Surahgamasutra (125) (Teschner) 93

2S.Dharmacakrapravartanasutra (130) 94

26Maitreyapariprcchasutra (130) 94

27.Ugra(datta)pariprccha$utra (130) (Schuster) 94

2S.Chengju quangming dingyi jing (140) 95

29.Larger Sukhavativyuha- or Amitabhavyuha-sutra (150) 95

3O.Smaller Sukhavarfvyuhasurra (150) 96

31.Rarn(^imasamcayagâtfm (150) 96

32.Gandavyuhasurra (150) 96

33.MadfryamaJca/cariJcas (Nagarjuna) (150) (Lindtner) 98

34.yigrahavyâvarttani (Nagarjuna) (150) (Bhattacharya) 124

35.Sunyatasaptati (Nagarjuna) (150) (Delia Santina) 133

36.Vaidalyaprakarana (Nagarjuna) (150) (Lindtner) 143

37.Yuktisastika (Na'garjuna) (150) 150

3S.Ratnavali (Nagarjuna) (150) (Lindtner/Potter) 153

39.Prañtyasamutpadahrdaya (150) (Delia Santina) 161

4O.Suhñlekha (Nagarjuna) (150) (Delia Santina) 163

41 .Bodhisambhara (Nagarjuna) (150) 177

42.Vyavaharasiddhi (Nagarjuna) (150) (Lindtner) 179

43.Mahayanavimsika (Nagarjuna) (150) (Lindtner) 180

44.Catuhstava (Nagarjuna) (150) (Lindtner) 181

45.Samadhiraja- or Candrapradipa'SUtra (150)(Mitra/Dutt) 185

46.Vimalakirtinirdesasutra (160) (Warder) 192

47.Sc&istambasutra (170) 194

48.Catuhsataka (Aryadeva) (180) (Lang) 198

49.*Sataka (Aryadeva) (180) (Lang) 215

50Aksarasataka and Tika (Aiyadeva) (Lang) 222

5l.Tathagatotpattisambhavanirdesasutra (180) 228

52Abhidharmahrdaya (Upasanta) (200) 228

53.Satasahasrikaprajñaparamitasutra (200) 229

S4.Pañcavimsatiprajñaparamitasutra (200) 229

55 Astadasasahasiikaprajñaparamitasutra (200) 229

56.Sanmukhidharanisutra (200) (Anacker) 229

57Jinaputrarthasiddhisutra (200) 230

58.Ksemañkarapañprcchasutia (200) 230

59.Mahalalikapariprcchasutra (200) 230

60.Nagaropamasutra (200) 230

61. Nandopanandanagarajasutra (200) 230

62.Puspakutadharanisutra(200) 230

63.Tathagatajñanamudra(samadhi)sutra (200) 230

64.Vatsasutra (250) 230

65.Tathagatapratibimbapratisthanasutra (200) 230

66Suratapariprcchasutra (200) 230

67'.Maharajakaniskalekha (Matrceta) (200) (Lindtner) 231

6S.Varnahavarna (Matrceta) (210) (Lindtner) 231

69.Satapañcasatka (Matrceta) (210) (Lindtner) 233

7O.Visesastava (Udbhatasiddhasvamin) (210) (Lindtner) 234

71.Prajñaparamitastotra (Rahulabhadra) (225) (Ruegg) 236

72.Kumaralata (230) 237

73Aksqyamatinirdesasutra (250) (Kawamura) 237

74Añgulimalikasutra (250) 238

75Asokadattavyakaranasutra (250) 238

76Asokarajavadanasutra (250) 238

77Astabuddhakasutra (250) 238

78.Bhadrakalpikasamadhisutra (250) 238

79.Bhadramqyakaravyakaranasutra (250) (Regamey) 238

80.Buddhasamgitisutra (250) 239

81.Candraprabhakumarasutra (250) 239

S2.Caturdarakasamadhisutra (250) 239

83.Dasabhumikasutra (250) 239

S4.Dasadigandhakaravidhvamsanasutra (250) 240

SS.Garbhavakrantinirdesasutra (250) 240

86.Hastikaksayasutm (250) 240

87. (Upayakausalya)Jñanottarabodhisattvapariprcchasutra(250) 240

SS.Kâmnikarajasutra (250) 240

89.Lokanathavyakaranasutra (250) 240

90Mahavaipulyamurdharajasutra (250) 240

91 Mcûiayanopadesasutra (250) 240

92Maitreyapariprcchaparivaitasutra (250) 240

93.Mañjusribuddhaksetragunasutra (250) 240

94.Mañjusñvikuditasutra (250) 241

95.Mañjusñvikurvanaparivartasutra (250) 241

96.Nandcqyravrajyasutra (250) 241

97.Paramanhasamvrtisatyanirdesasutra (250) 241

98.Pravaranasutra (2500 241

99.Ratnacandrapcniprcchasutra (250) 241

lOO.Ratnacudapañprcchasutra (250) 241

101.Ratnajcdipariprcchasutra (250) 241

lOLRatnakarandasutra (250) 241

103.Saddharrnapundañkasutra (250) (Kern) 241

104.Sagaranagarapariprcchasutra (250) 243

105.Samantamufcftaparivartasutra (250) 243

106.Sarvapimyasamuccc^asamckfhtsutra (250) 243

107.Sa7vavaipu(yavidyasiddha5Utra (250) 243

lOQ.Simhapariprcchasutra (250) 243

109.Snmafadevî5imftanadasutra (250) (A. and H. Wayman) 243

llO.Sñmatibadhamanipariprcchasutra (250) 245

111.StJivivartyavyakaranasutra (250) 245

112.Sumatidarikapariprcchasutra (250) 245

113.Susthitamatidevaputrapariprcchasutra (250) 245

114.Svapnanirdesasutra (250) 245

llS.Tathagatacintyaguhyanirdesasutra (250) 245

116Tath<^atagarbfcasutra (250) 245

117.Udayanavatsarajapariprcchasutra (250) 245

118.Upayakauscdyasutra (250) 245

119.Vaidujyarajasutra (250) 245

12O.Vidyutpraptapariprcchasutra (250) 245

121.Viradatta(grhapati)pariprcchasutTa (250) 245

122.Vimaladattapariprccha (250) 245

123.Vi5esacinta(T)rahma)panp/rcha5Utra (250) 245

124.Vimiittimagga (250) (Potter) 246

125Atanatikasutra f250) 255

126Tattvasidd/2i (Harivarman) (253) (Potter) 255

127.Subahupcaiprcchasutra (260) 312

12SSukasutra (260) 312

129£ummtabhqdrabodhisattvadhayañcayadharmasutra (260) 312

13Q.Bhaisajyagumvaiduryaprabhasyapurvapranidhanavisesa'

vistarasutra (280) 312

131Mahayanabhidharmasutra (300) (Dutt) 313

l32.Buddhabhumisutra (300) (Keenan) 313

133Samyuktabhidharmasutra (Dharmatrata) (300) (Dessein) 314

134.Pañcavastukavibhasa (Dharmatrata) (300) (Lindtner) 319

13SArthaviniscqyasutra (300) (Samtani) 321

l36.Samdhinirmocanasutra (325) 323

137.Madhyamakakarika-Akutobhaya (Piñgala) (325) 329

138£añkavatarasutra (325) 332

139.Nirayasutra (340) 346

140.Ekottaragamasutra (345) 346

141.Bodhisattvapurvacaryasutra (350) 346

l42.Buddhapitcûcaduhsilanirgrahasutra (350) 346

143.Candragarbhasutra (350) 346

144.Dharani(svara)rajasutra (350) 346

145.Gayasirsasûrra (350) 346

146.Kusalamulasamparigrhasutra (350) 346

147.Mahamqyuri(vidyarajñi)sutra (350) 346

148Maitreyavyakaranasutra (350) 346

149.Purnapariprcchasutra or Bodhisattvapitakasutra (350) 346

15O.Saripurrapanpnccha5Ûrra (350) 346

151 Saddharmapravjttinirdesasutra (350) 346

152.Sumufc/za(d/iaran0stitra (350) 346

153.Upalipariprcchasutra (350) 347

154.Vikurvanarajapariprx:chasutra (350) 347

lS5.Dasabhumikavibhasasutra (Nagarjuna) (350) 347

lS6.Prajñâparamitahrdqyasutra (350) (Conze) 347

157.Vajracchedikaprajñaparamitasutra (350) (Conze) 348

158.Srîlata (350) 349

159.Caturagamavibhaga (Vasubhadra) (350) 349

16O.Sammiayanikayasastra (350) (Buswell) 353

161.Dhamataradhyayanasutra (360) 365

162.Ratnarasisutra (360) 365

163.Dvadasa(dvara)mukhasastra (Nagarjuna) (360) (Potter) 365

164Madhyantavibhagasutra (360) (Anacker) 374

165Mahayanasutralamkara (Vyavadatasamaya) (Anacker) 382

l66.Yogacarabhumi (Asañga) (Potter/Schmithausen/Davidson)398

167.Vikhyapanadastra and Bhasya thereon (Asañga) (300) 433

168Abhidharmasamuccaya (Asañga) (360) (Griffiths) 434

l69.Trisatikayahprajñaparamitakarikasaptati (Asañga) (360) 452

170.Mahayasamgraha (Asañga) (360) (Anacker) 459

171.Dharmadharmatavibhaga (360) (Anacker) 476

172Abhisamayalamkara (360) (Anacker) 478

173Abhidharmakosa (Vasubandhu) (360) (Anacker/Potter) 486

174Abhidharmakosabhasya (Vasubandhu) (360) (Anacker) 516

175.Pratityasamutpada-vyakhya or -vibhañganirdesa

(Vasubandhu) (360) (Anacker) 565

176Aparamitayuhsutropadesa (Vasubandhu) (360) 565

177.Buddhanusmrtitika (Vasubandhu) (360) 566

178.BhadracaryapranidhanatCka (Vasubandhu) (360) 566

179.Commentary on the Caturdharmakasutra (Vasubandhu) 566

180.Sanmukhi-Vyakhyana (Vasubandhu) (360) 566

181.Dasabhumikasutravyakhya (Vasubandhu) (360) 567

182.Dharmacakrapravartanasutra (Vasubandhu) (360) 567

183.Gathasamgrahasastrartha (Vasubandhu) (360) 567

184.Gayasirsasutratika (Vasubandhu) (360) 567

185Mahayanasatadharmakaprakasamukhasastra (Vasubandhu)567

lS6.Nirvan.asutrapurvabhutotpannabhutasastra (Vasubandhu) 567

187.Commentary on a Prajñaparamitasutra (Vasubandhu) 567

188.Commentary on Ratnacudamanisutra (Vasubandhu) (360) 567

189.Commentary on the Sñmc&asimhanadasutra

(Vasubandhu) (360) 567

190.Saddhaimapundañkopadesa (Vasubandhu) (360) 567

191.Sukhavauvyuhopadesa (Vasubandhu) (360) (Kiyota) 568

192.Commentary on Asañga's Vajracchedikabhasya

(Vasubandhu) (360) * 570

\93.Visesacinñbrahmaparipvcchasastra (Vasubandhu) ( 360) 570

l94.Vyakhyayukti (Vasubandhu) ( 360) 570

195.Vadavidhi (Vasubandhu) (360) (Anacker) 570

l96.Pañcaskandhakaprakarana (Vasubandhu) (360) (Anacker) 574

l97.Karmasiddhiprakarana (Vasubandhu) (360) (Anacker) 578

198.Dharmadhaimatavibhagavnti (Vasubandhu) ( 360)

(Anacker) 588

199.Mahayanasutralamkarabhasya (Vasubandhu) (Anacker) 596

200.Madhyantavibhagabhasya (Vasubandhu) (360) (Anacker) 610

201.Mahayanasamgicûiabhasya (Vasubandhu) (Anacker) 627

2O2.Trimsikakarika (Vasubandhu) (360) (Anacker) 638

203.Vimsatika and Vrtti thereon (Vasubandhu) (Anacker) 640

2O4.Trisvabhavanirdeia. (Vasubandhu) (360) (Anacker) 644

205.Bodhicittotpadasutra(sastra) (Vasubandhu) (B. S. Bhiksu) 647

2O6.Nyayanusara (Samghabhadra) (380) (Cox) 650

207Abhidharmasamqyapradipîka (Samghabhadra) (Cox) 716





Volume 9°

1. Sarvadharmapravrttinirdesasutra (351) 73

2. Mahaprajñaparamitopadesasutra (Nagarjuna) (354) 73

3. Tathagatagunajñanacintyavisayavatarasutra (355) 83

4. Anantadharanidharmaparyayasutra (355) 83

5. Bhadraserisutra (355) 83

6. Sutra on Ananda's thinking (355) 83

7. Srikanthasutra (355) 83

8. Akasagarbhasutra (363) 83

9. Ksudrakasutra (365) 84

10. Ananîamukhasadhakadharanisuîra (369) 84

11. Buddhadhyanasamadhisagarasutra (369) 84

12. Buddhadharmacintyanirdesasutra (369) 84

13. Devarajasamtustamañgalagathasutra (369) 85

14. Karunapundañkasuîra (369) 85

15. Mahameghasutra (370) 86

16. Ratnakeiudhuranisutra (370) 86

17. Suryagarbhasutra (370) 94

18. Suvarnaprabhasasutra (370) 95

19. Caturdevarajasutra (377) 98

20. Tathagatagarbhasutra (380) 98

21. Karmavaranavisuddhisastra (380) 98

22. Dasacakraksitigarbhasutra (385) 98

23. Vajrasamadhisutra (385) 98

24. Alpadevatasutra (390) 99

25. Bodhisattvagocaropayavikurvananirdesasutra (390) 99

26. Dvajagrhasutra (390) 99

27. Jyotiskasutra (390) 99

28. Mahamatisutra (390) 99

29. Tsui fit paoyingching (390) 99

30. Mahabheriharakaparivartasutra (390) 100

31. Caturvargasiksadharmasutra (390) 100

32. Isvarakartrtvanirakaranavisnorekakartrtvanirakarana

(Nagarjuna) (400) 100

33. Nagasripariprcchasutra (400) 101

34. Suddhodanarajaparinirvanasutra (405) 102

35. Surra on the advancement of learning (405) 102

36. Swfra on a pupil who received (seven days)

after his death (405) 102

37. Candanavatdesarajasuîra (405) 102

38. Mudradesarajasutra (405) 103

39. Malarajasutra (405) 103

40. Swfra on the five (elements) not returning again (405) 103

41. Rajavavadakasutra (405) 103

42. Samayabhedopacakra (Vasumitra) (405) 103

43. Bodhisattvabuddhanusmrtisamadhi (412) 107

44. Mahasrayartharddhimantrasutra (412) 107

45. Upaya (kausalya) hrdayasuîra (Nagarjuna) (422) 107

46. Kusumasarhcayasuira (All) 110

47. Visuddhimagga (Buddhaghosa) (425) 111

48. Dhammasañgani'Atthakatha (425) 173

49. Sammohavinodani or Vibhañga-Atthakatha

(Buddhaghosa?) (425) 194

50. Kathavatthu-Atthakatha (Buddhaghosa?) 195

51. Yamaka-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 212

52. Patthana-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 215

53. Dhatukatha-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 215

54. Puggalapaññatti-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 215

55. Abhidhammavatara (Buddhadatta) (425) 217

56. Ruparupavibhaga (Buddhadatta) (425) 254

57. Tarkasastra (425) (Vidyabhusana) 256

58. Samantapasadikasuîra (438) 257

59. Prañtyasamutpadasastra (Ullangha) (440) 257

60. Anyunatvapurnatvanirdesaparivartasutra (440) 261

61. RatnagotravibhagaNyakhya (Saramati) (450) 262

62. Mahayanadharmavisesa (Saramati) (450) 272

63. Abhidharmavatara (Skandhila/Sugandhara) (450) 274

64. Abhidharmakosa-Tikopayika (Samathadeva) (450) 280

65. Bhavasamkrantisutra (450) 282

66. Dharmadhatubuddhakasutra (453) 283

67. Ratnameghasutra (453) 283

68. Sraddhabaladhanavataramudrasutra (454) 283

69. Sarvabuddhavisayavatarajñanalokalamkarasutra (457) 283

70. Asokarajasutra (462) 283

71. Dharmasamgitisutra (465) 283

72. Mañjusripariprcchasutra (468) 284

73. Prañtyasamutpadahrdaya-Vyakhyana (*Suddhamati) (470) 284

74. Saptasatikaprajñaparamitasutra (470) 284

75. *Samantamukhaparivartasutra (470) 285

76. Vajramandadharanlsutra (475) 285

77. Buddhanamasutra (475) 285

78. Ksemavativyakaranasutra (475) 285

79. Sirhhanadikasutra (475) 285

80. Abhidharmavatara-Sarasamuccaya (475) 286

81. Madhyamakasutra-Vrtti (Buddhapalita) (480) 286

82. Anaksarendraka (vai) vocanagarbhasutra (485) 305

83. Sarvabalapaladharanisutra (485) 305

84. Mañjusriparicaranasutra (485) 306

85. Maitreya (bodhisattva) pariprcchasutra (485) 306

86. Sarhghatasutra(A%%) 306

87. Saddharmasmrtyupasthanasutra (489) 306

88. Yogacarabhumi (Buddhasena) (490) 307

89. Maricidharanisutra (490) 307

90. Maitreya (maha) simhanadasutra (491) 307

91. Vimala (nana) upasikapariprcchasutra (492) 307

92. Kanakavarnapurvayogasutra (492) 308

93. Mañgalastakasutra (492) 308

94. Niyataniyatavataramudrasutra (492) 308

95. Paramârthadharmavijayasutra (492) 308

96. (Rsi) Vyasapariprcchasutra (492) 308

97. Susthitamatipariprcchasutra (492) 308

98. Swfra on the highest reliance (492) 308

99. Buddhagotrasastra (495) 309

100. Karandavyuhasutra(495) 310

101. Aparamiîayurjñanahrdayadharanisutra (500) 311

102. Mahamanivipulyamanavisvasupratisfhitaguhyasutra (500) 311

103. Saptabuddhakasuîra (500) 311

104. Pradipaniyasutra (508) 311

105. Sumerugarbhasutra (508) 312

106. Lokaprajñaptyabhidharmasutra (509) 312

107. Abhidharmakosa-Marma(pra)dipa (Dignaga) (510) 313

108. Alambanapariksa (Dignaga) 314

109. Hastavalanamaprakaranavrtti (Dignaga) 318

110. Hetucakra (Dignaga) 319

111. Nyayamukha (Dignaga) 320

112. Pmjñaparamitapindartha (Dignaga) 322

113. Pramanasamuccaya (Dignaga)

113.1 Pratyaksa 328

113.2 Svarthanumana 337

113.3 Pararthanumana 342

113.4 Drstanta 347

113.5 Apohapañksa 349

113.6 Jati 360

114. Upadayaprajñaptiprakarana (Dignaga) 362

115. Traikalyapañksa (Dignaga) 367

116. Samanyalaksanapariksa (Dignaga.) 367

117. Nyayapariksa (Dignaga) 368

118. Rajaparikatharatnamalasutra (510) 368

119. Prajñaparamitapindartha-Vivarana (Triratnadasa) (510) 368

120. Vidyanirdesasutra (515) 368

121. Vidyapravartanasastra (515) 368

122. Vidyamatrsiddhi (515) 369

123. Tryalaksanasatra (515) 369

124. Anakaracintarajas (hnd) (515) 369

125. Mustiprakâranasastra (Jina) (515) 369

126. LifeofVasubandhu(515) 369

127. Buddhabhidharmasutra (515) 369

128. Catursatyasastra (Vasuvarman) (515) 369

129. Patisambhidamagga-Saddhammappakasirii

(Mahanama) (520) 369

130. Pitaputrasamagamasutra (520) 370

131. Abhidharmakosakarika'Bhasya (Vinitabhadra) (520) 370

132. Mahayanabhisamayasutra (520) 370

133. Mahayanasathgraha- Upanibandha (Asvabhava) (520) 371

134. Mahayanasutralamkara-Tika (Asvabhava) (520) 371

135. Ekadasamukhahrdayasutra (525) 371

136. Alokamala (Kambala) (525) 372

137. Astasakasrikaprajñapararhitasutra-Pindartha or

Navasloka (Kambala) (525) 378

138. Abhisamayapañjika (Kambala) (525) 379

139. Prajñaparamitopadesa (Kambala) (525) 379

140. Saptaslokibhagavañprajñaparamitasutra (Kambala) (525) 379

141. Tattvaprabhasakaranadipa (Kambala) (525) 379

142. Dharmadasa (530) 379

143. Suvikrantavikramipariprcchasutra (530) 379

144. Laksanusariniñka (Gunamati) (530) 380

145. Vyakhyayukti-Tîka (Gunamati) (530) 381

146. Pratityasamutpadadivibhañganirdesa-Tika

(Gunamati) (530) 381

147. Padmamukha- or Pundañkamukha-sutra (534) 382

148. Sutra on the good qualities of rare comparison (536) 382

149. Dvadasabuddhakasutra (537) 382

150. Amoghapasahrdayasutra (537) 382

151. Candrottaradhikarikavyakaranasutra (540) 382

152. Bhadrapalasresthipariprcchasutra (541) 382

153. Mahadharmolkadharatusutra (544) 383

154. Acintyagunasarvabuddhaparigrahasutra (544) 383

155. Pañcasahasrapañcasatabuddhanamasutra (544) 383

156. Sarvadharmavacarasutra (545) 383

157. Mahasannipatavadanarajasutra (545) 383

158. Maliabaladharmikadharanisutra (546) 383

159. Agrapradipadharanividyarajasutra (546) 383

160. Sâm* on the Bodhisattva Akiñcana (546) 384

161. '/forata/arama (Bhavya) (550) 384

162. Madhyamakahrdayakarika/Tarkajvala (Bhavya) (550) 397

162. 1 Bodhicitîaparityaga 398

162. 2 Munivratasamasraya 400

162. 3 Tattvamrtavatara 401

162. 4 Sravakatattvaniscayavatara 410

162. 5 Yogacaratattvaniscaya 411

162. 6 Sarhkhyatattvavatara , 416

162. 7 Vaisesikatattvaniscaya 417

162. 8 Vedantatattvaniscaya 417

162. 9 Mimarhsatattvanirnayavatara 419

162.10 Sarvajñasiddhinirdesa 421

162.11 Stutilaksananirdesa 422

163. Madhyamakakarika'Prajñapradipa (Bhavya) (550) 422

164. Madhyamakarthasamgraha (Bhavya) (550) 442

165. Madhyamakaratnapradîpa (Bhavya) (550) 443

166. Manimekhalai (Cîttalai Cattanar) (550) 457

167. Nyayapravesa (Samkarasvamin) (555) 463

168. Abhisamayalamkara-Vrtti (Arya Vimuktisena) (555) 470

169. Alambanapariksa-Vyakhya (Dharmapala) (560) 471

170. Catuhsataka-Vrtti (Dharmapala) (560) 474

171. Satasastra-Vrtti (Dharmapala) (560) 479

172. rnmi/ifca-Commentary (Dharmapala) (560) 486

173. rnmi//w-Commentary (Paramartha) (560) 487

174. Vasumitra (560) 490

175. Abhidharmakosa-Tattvarthatika (Sthiramati) (560) 491

176. Abhidharmasamuccaya-Bhasya (Sthiramati) (560) 495

177. Madhyamakakarika-Bhasya (Sthiramati) (560) 510

178. Madhyantavibhagabhasya-Tika (Sthiramati) (560) 510

179. Mahayanasutralarhkara-Bhasya (Sthiramati) (560) 514

180. Pañcaskandhaka-Vaibhasya (Sthiramati) (560) 514

181. Trimsika-Bhasya (Sthiramati) (560) 523

182. Vimsatika-Bhasya (Sthiramati) (560) 525

183. Kasyapaparivartasutra-Tika (Sthiramati) (560) 526

184. Sutra on the original cause of raising the world (565) 532

185. AbhidharmacftpaAfibhasaprabhavrtti (Vimalamitra) (580) 532

186. Buddhabhumivyakhyana (Silabhadra) (580) 558

187. Bodhisattvabhumi-Vrtti (Gunaprabha) (580) 561

188. Pañcaskandhaka-Vivarana (Gunaprabha) (580) 562

189. Niddesa-Saddhammappajotika (Upasena) (580) 564

190. Abhidharmakosa-Sphutarthavyakhya (Yasomitra) (580) 565

191. isvarasena (580) 593

192. Buddhabaladhanapratiharyakurvanirdesasutra (590) 593

193. Abhidamayalamkara- Varttika

(Bhadanta Vimuktisena) (590) 593

194. Devatasutra (598) 594

Sperando di non aver scioccato nessuno, posso solo
testimoniare che alcuni di quei testi sono davvero brevi e condensano
l'esperienza di praticanti illuminati. La loro lettura è davvero
interessante perché si capiscono molte cose sull'opera di svelamento di
alcuni contenuti. Va detto comunque che nella mia scuola la pratica dello
studio dei testi è solo di accompagnamento alla  pratica meditativa che è
considerata centrale sia nei suoi aspetti di Samatha sia in quelli di
Vipasyana.
Ovviamente anche dalla pratica delle Paramita. Ma non solo.

Venendo alle scuole che denomineremo Mahayana per via dell'uso iormai nvalso
in quanto questo termine è certamente successivo, la prima che cercò di
organizzare all'interno di alcune opere quello che emergeva dagli
insegnamenti delle Prajnaparamita fu la scuola Madhyamika fondata da
Nagarjuna.

Tutto si concentra nel monastero-università di Nalanda. Nalanda è una
località situata nell'India settentrionale nella regione di Magadha. Luogo
importantissimo, più volte visitato dallo Shakymuni, furono qui eretti gli
stupa funerari dei suoi principali discepoli: Ananda e Maudgalyana.

Qui entrò come monaco, proveniente dal meridione, Nagarjuna, sotto la guida
dell'abate Rahulabadra.

Questo monaco sarebbe nato in una data imprecisata della metà del II
sec.e.v. a Vaidarbha (odierna Berar) nell'India centrale da una famiglia di
casta brahmana, ma trascorse buona parte della sua vita nel regno di Andhra
dove godeva dell'amicizia del re. Nagarjuna non morì a Nalanda ma sulla
montagna Sriparvata dove ancora sono presenti reperti archeologici di
Nagarjunakonda, il monastero eretto in suo nome sul luogo dove morì.

Nagarjuna è venerato dalle scuole Mahayana come un vero e proprio secondo
Buddha. Alla prima Ruota del Dharma dello Shakyamuni, l'insegnamento dello
shunyata di Nagarjuna corrisponderebbe al secondo giro della Ruota. Mentre
la identità tra Nirvana e Samsara è considerata il terzo giro della Ruota
del Dharma.

Per questo in tutta la iconografia Mahayana viene presentato con la 'usnisa'
la protuberanza cranica tipica dei Buddha (uno dei 32 segni maggiori).

A proposito della 'usnisa'. Come ho già scritto prima dell'arte greca del
Gandhara nessun buddhista raffigurava il Buddha se non con una impronta o un
trono vuoto. Furono i greci a rappresentarlo sotto forma umana e con i
capelli raccolti in cima come era usanza portarli nella loro cultura. Quando
queste raffigurazioni finirono in mano indiane finirono per caratterizzare
il solo Buddha ma essendo il Buddha un monaco i le folte chiome sparirono
rimanendo la protuberanza a questo punto cranica.

Entrando nel merito dell'opera di Nagarjuna.

Prendiamo questo brano del Samyutta Nikaya (12,48):
"'Tutto è unità' dice una saggezza del mondo; 'tutto è pluralità' dice
un'altra. Evitando tali posizioni estreme, il Tathagata proclama la dottrina
di mezzo, cioè:....".

Adesso passiamo alla disamina del Compiuto nel Nirvana all'epoca dello
Shakyamuni:
1- Egli è: è una dottrina vedica. C'è una personalità psichica e spirituale
che esiste per l'eternità.
2- Egli non è: il materialismo (Carvaka dharsana) sosteneva la fine dei
quattro elementi dopo la morte.
3- Egli è e pure non è: secondo i jaina il puro spirito individuale
sopravvive dopo la morte anche se non c'è continuazione psichica.
4- Egli non è pure è: alcune Upanisad insegnano la sola continuità
dell'unico essere (brahman) nel quale l'individuo si scioglie dopo la morte.

Lo Shakyamuni 'contestava' tali posizioni come ditthi.
Secondo le scuole Abhidharmiche lo Svegliato intendeva il Nirvana come
realizzabile come assolutamente reale anche se al di là di ogni cosa e di
ogni opinione (ditthi).

Così il Majjhima Nikaya (1,302)
"Il bikkhu quando si è elevato al di sopra della sopressione di
discernimento e sentimento viene toccato dai tre contatti del vuoto
(sunya), del senza cenni (animitta) e del senza desideri (apranihita)".

Qui, ad esempio, interviene l'interpretazione di Nagarjuna di alcuni passi
degli Agama/Nikaya ed elabora il tema centrale dello Sunyata. Le sue opere (il
Madhyamika Karika e il Vigrahavyavartani) espongono tuttavia lo
'sunyata' non solo come una dottrina ma ciò che emerge utilizzando la
'reductio ad absurdum' (prasanga) per tutte le opinioni.

Così nel Madhyamaka Karika (22,11) si sostiene che:
"Una cosa, in realtà non bisogna dire né che è vuota, né che è non vuota, ne
che è insieme vuota e non vuota. Né che non è insieme vuota e non vuota.
Tutte queste parole non sono invero che designazioni metaforiche".

Ma non solo critica (negazione) delle opinioni, vi è anche una formulazione
'positiva' dello sunyata:

Madhyamika Karika (24,19)
"In nessun luogo c'è una esistenza di qualcosa che non sia in alcun momento
dipendente (collegata ad altre cose). Non esiste dunque una entità assoluta
e non relazionale (asunyo dharma)".

Ora sempre nel Madhyamaka Karika (25,19) si sostiene che:
"Tra il samsara (la trasmigrazione) e il nirvana non c'è la più piccola
differenza. Tra il Nirvana e la trasmigrazione non c'è la più piccola
differenza".

Ma allora cos'è il Nirvana per Nagarjuna?
così nel Madhyamaka Karika (25,24):
"Pacificazione di tutte le percezioni, pacificazione dello spiegamento
discorsivo, benigna. Mai dovechessia nessuna Legge è stata insegnata dallo
Svegliato".

Riassumendo.
Lo Shakyamuni ha designato come ditthi tutte 'teologie' dell'epoca.
Indicando la presenza (o la compresenza) di un 'luogo' non
concettualizzabile e quindi inesprimibile dove si può sfuggire dal dolore e dalla paura.
Le scuole Abhidharmiche ritengono questo luogo reale, diverso dal Samsara
anche se inconcepile e indefinibile.

Nagarjuna ha ritenuto questo un errore e ritiene Nirvana lo stesso Samsara
quando pacificata la mente si scorge la vacuità di ogni cosa (la sua stretta
interdipendenza dalle altre) e quindi di ogni opinione discriminante
compresa quella sul Nirvana.

Nagarjuna ha operato un disvelamento degli inesprimibili richiamando ad una
esperienza intuitiva profonda diversa da quella fenomenologica indicata
dagli Abhidharma.

Ma la storia dei Buddhismi non finisce certo qui. Occorreva operare un
disvelamento dell'opera stessa di Nagarjuna. La scuola da lui fondata, il
Madhyamaka, si spaccherà in più modalità e suggerimenti di consapevolezza.

Perché?

Quello che emerge (spero) da ciò che finora ho scritto sono due elementi
importanti dell'intepretazione di Nagarjuna della predicazione del Buddha:

1. La Realtà è totalmente interdipendente oltre che impermanente e quindi di
per sé
trasparente;

questa sua trasparenza dovrebbe poter acquietare la mente discorsiva dalle
opinioni e poter reintepretare la natura del dolore e del mondo (samsara)
quindi

2. Occorre cessare le opinioni e il continuo lavorio della mente discorsiva
e discriminante
che produce teorie.

Ciò corrisponde proprio alla antica pratica meditativa buddhista del
Samatha/Vipasyana.

- quando pratichiamo il samatha (ad es. la concentrazione sul respiro)
realizziamo una mente pacificata, priva di opinioni;
- quando pratichiamo il vipasyana (ad.es. attraverso l'uso dei Koan o
l'investigazione dei sutra) allora realizziamo l'interdipendenza di tutta la
Realtà.

Ci sono scuole che hanno espresso maggiormente un punto rispetto ad un altro.
Ovvero sottolineare la critica delle opinioni rispetto alla consapevolezza
del Reale o viceversa.

Il pesce è unico, ma c'è chi lo prende dalla testa e chi dalla coda.

Vorrei sottolineare ulteriormente una 'novità' portata dall'opera di
Nagarjuna: è la sottolinetura della vacuità inerente a tutte le cose e
quindi anche ai dharma. Elemento che Nagarjuna deve certamente alla
letteratura delle Prajnaparamita. La novità non è tanto nell'aver espresso
questa dottrina quanto averne sottolineato la consistenza.

La differenza con l'opera abhidharmica è che mentre questa, riprendendo gli
agama/nikaya, sottolinea l'anatman delle cose in quanto continuamente
producentesi (cambiamento temporale continuo); i Prajnaparamita aggiungono a
questo dato che le cose messe sullo stesso piano temporale, foss'anche di un
attimo, sono lo stesso vuote in quanto strettamente interdipendenti una
dall'altra (condizionamento reciproco continuo). Una interdipendenza
orizzontale che si aggiunge a quella verticale.

A proposito della posizione theravada sugli Abhidharma, che in questo
niusgruppo abbiamo a mio avviso  trattato sempre in modo piuttosto confuso,
vorrei invitare alla lettura di un testo facilmente accessibile e secondo me
ben fatto opera di Nyanaponika Thera (da non confondersi con Nyanatiloka
Thera) "Abhidhamma Studies" dove a pag. 184 viene operata una decisa
confutazione dell'Abhidharma Sarvastivada (la dottrina panrealista) scuola
che viene peraltro definita come "the early hinayanist school" (questo anche
a proposito di una vecchia 'querelle' sull'uso del termine hinayana).
Peraltro a pag. 28 dello stesso testo viene chiarita l'estrema ortodossia e
l'estrema importanza di questo testo (l'Abhidamma) che sicuramente se forse
non appartiene direttamente alla parola del Buddha storico ne deriva con
strettissima logica. Un'altra interessante sottolineatura operata da questo
autorevole monaco-studioso theravada è quella decisamente critica nei
confronti della scuola Sautrantika (anch'essa Hinayana) che concedeva
autorità canonica solo agli Agama/Nikaya (Suttapitaka) e al Vinaya.

Vorrei sottolineare che il dibattito in questi temi non è di natura
filosofica, accademica, speculativa. Tutt'altro, si fonda su delle scelte
pratiche ed esperienziali. Vorrei sottolineare anche che l'esito di questo
'dibattito' non è, almeno per me, affatto scontato. Certamente sono un
praticante mahayanista ma ogni volta che mi accosto alle scuole
abhidharmiche mi rendo conto della potente profondità dei loro insegnamenti.

Tornando a Nagarjuna.

Se prendiamo in considerazione alcuni elementi centrali dell'insegnamento di
Nagarjuna:

- la reduction ad absurdum (prasanga) ovvero il metodo di sconfiggere ogni
opinione per far sgorgare la vacuità delle cose e dei concetti;
- lo spostamento della produzione condizionata da un piano verticale di
successione temporale anche a quello orizzontale della interdipendenza tra
le cose (e quindi la loro totale vacuità);

abbiamo un Nagarjuna, a mio avviso, ancora come sostiene Kalupahana (1986):
"Le idee di Nagarjuna non sono né originali né costituiscono un progresso di
fronte al primo periodo buddhista. Nagarjuna non è un Mahayanin".

Ma se si aggiunge l'eguaglianza tra Nirvana e Samsara, peraltro un passo
logico viste le premesse soprariportate, sicuramente Nagarjuna si
differenzia rispetto alle conclusioni abhidharmiche.

Prima di trattare altri autori Madhyamika e poi arrivare ai Cittamatrin
vorrei sottolineare l'importanza della figura di Nagarjuna per il buddhismo
sino-giapponese. Segnatamente per le scuole Tiantai e Chan.

In un precedente post ho riportato i due lignaggi di queste due scuole che
sono sovrapponibili fino ad AryaSihma (Sihma Bihksu) tranne che
nell'inserimento di Vasumitra nel lignaggio Chan.

Questi due lignaggi sono riportati in due opere il 'Fu fazang yinyuan zhuan'
(Tiantai) e il  'Baolin chuan' (Chan).

Mentre il secondo è piuttosto tardo e ricalcato sul primo, il primo fatto
salvo le aggiunte nel VI secolo quelle da Huiwen a Zhiyi, risale al V sec. e
fu tradotto dal sanscrito in cinese da Jiqieye e da Tanyao. In questo testo
viene narrata la triste (o gloriosa) fine dell'ultimo Patriarca indiano,
Sihma Bihksu, vissuto proprio nel III sec. originario dell'India centrale.
Fatto decapitare in Kashmir da un re ostile al buddhismo  che distrusse
templi e stupa sterminando i monaci. Insomma sembrerebbe proprio un testo
portato da monaci transfughi dall'India del nord-ovest per delle
presecuzioni, forse di vinaya dharmaguptaka.

Infine vorrei ricordare qui che secondo un'antica tradizione, discepolo di
Ananda e contemporaneo di Sanavasa (anche se non compare sempre nei
lignaggi) fu Madhyantika, 'apostolo' proprio del Kashmir.

Continuando lo sviluppo della scuola Madhyamika va citato Aryadeva, ordinato
monaco in Sri Lanka presso la scuola Theravada ma poi divenuto seguace delle
Prajnaparamita e di Nagarjuna.

L'opera di Aryadeva ricalca quella del maestro ma si rivolge, a differenza
del secondo, più sul versante dei non-buddhisti che sui buddhisti seguaci
degli Abhidharma in particolar modo i Mahesvara e i Vaisnava.

Nel Canone cinese gli sono attribuite due opere di confutazione delle scuole
buddhiste hinayana già menzionate nel Lankavatara Sutra: 'Confutazione delle
quattro scuole eretiche hinayana' e 'La concezione del Nirvana secondo le
venti scuole eretiche'.

La sua opera principale è il CatuhSataka.

Bisogna giungere agli inizi del V secolo per arrivare ad una importante
divisione nel
Madhyamika: quella tra Buddhapalita e Bhavaviveka .

Il primo fondò la scuola Madhyamika Prasangika, il secondo la scuola
Madhyamika Svatantrika.

E' una divisione importante da capire per poter effettivamente comprendere
il buddhismo sinogiapponese e, soprattutto, quello tibetano.

Non vi può essere alcuna comprensione del Vajrayana del Tibet se non si
conoscono le origini delle divisioni di alcune scuole. Tutto si muove dal e
nel Madhyamika e parla da un punto di vista esclusivamente upayatico. Ma se
non si conoscono profondamente queste sottili differenze si fa solo, nella
migliore delle ipotesi, superficiale antropologia.

Peraltro i testi di queste differenti scuole giunsero in Tibet accompagnati
nella loro 'vis' polemica mentre in Cina la 'polemica' giunse in modo
assolutamente meno marcato.

Buddhapalita fu un continuatore diretto di Nagarjuna e Aryadeva quantomeno
nell'utilizzo del metodo 'prasanga': il seguace del Madhyamika non doveva
avere argomentazioni proprie da proporre ma solo ridurre all'assurdo le
affermazioni dell'oppositore per poterlo liberare dalle concettualizzazioni.
Dall'utilizzo del metodo 'reductio ad absurdum', il prasangavakya, deriva il
nome della scuola Prasangika.

Conosciamo poco di Bhavaviveka.

Ma sappiamo che egli sosteneva che sunyata non implica l'inesistenza delle
cose ma solo la negazione dell'affermazione dogmatica della stessa
esistenza. Quindi sunyata non fa scomparire le cose ma mostra che la loro
vera natura è priva di essenza.

A tal proposito qualcuno si ricorda il film di Kei Kumai 'Morte di un maestro del tè'?
Questo film è tratto da un romanzo di Yasushi Inouè, Honkakubo Ibun,
attualmente tradotto solo in francese. Qualcuno si ricorda del 'terribile'
dialogo nella stanza del tè tra Rikyu, Soji e Oribe, davanti al Tokonoma?
"Niente scompare se si appende una calligrafia con la parola 'vacuità',
mentre se è la parola 'morte', tutto si annienta: 'vacuità' non elimina
niente, è la morte che abolisce tutto".

Sostanzialmente la differenza tra i due autori che commentarono in modo così
diverso il Madhyamika karika di Nagarjuna consiste nel metodo.

Per Bhavaviveka il metodo usato da Buddhapalita non consentiva di
comprendere e di farsi comprendere dall'interlocutore in quanto ne escludeva
qualsivoglia 'piano' di discorso in comune. Occorreva quindi creare una
possibilità di incontro argomentativo con il proprio interlocutore per
poterlo condurre alla consapevolezza della vacuità.

E' da tener presente che per Bhavaviveka non era necessaria la comprensione
della vacuità per raggiungere la liberazione. Così per lui anche gli sravaka
e i pratyekabuddha potevano realizzarla.

Non era così per i 'prasangika', in particolare per un loro esponente
famoso, Candrakirti, che criticò decisamente Bhavaviveka per tutte queste
considerazioni. Solo la realizzazione della vacuità poteva consentire una
effettiva Realizzazione.

Altro esponente del Madhyamika prasangika fu Santideva autore del
Bodhicaryavatara e del Siksa Sammucaya.

Comunque sia, sia Bhavaviveka che Candrakirti osteggiarono in modo
determinato l'altra grande scuola Mahayana: i Cittamatrin.

Ciononostante ci furono diversi tentativi di sintesi tra questi vanno citati
gli 'Yogacara madhyamika svatantrika' (Srigupta, Kamasila, Santaraksita,
Haribhadra e Jitari).

In Tibet cito velocemente la scuola 'Shentong' così importante per il
Kalacacratantra, osteggiata decisamente dai Gelugpa e ultimamente
riattualizzata dai Kagyupa e dai Nyingmapa. Una scuola davvero interessante
per capire.

Adesso andrebbero affrontati i singoli autori per offrire una panoramica
della loro vita e delle loro opere, non solo scritte... Ma mi riprometto di
approfondirli in singoli post, a meno che non ci sia qualche esigenza
specifica.

- segue - 

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Appunti vari:


I Cittamatra

I Cittamatra (sans. 'Sola mente') sono una scuola buddhista indiana sorta
nel III sec. e.v. che ha profondamente influenzato il buddhismo mahayana sia
tibetano che cino-giapponese.

La scuola ha, come la precedente scuola Madhyamika, dei precisi testi di
riferimento e uno suo variegarsi in sottocorrenti. In ambito cino-giapponese
le sue tesi che  a volte contraddicono quelle Madhyamika hanno influenzato,
insieme a queste ultime, molte scuole; segnatamente la Huayen, il Chan e lo
Zhenyan (Shingon).

La scuola Cittamatra si inserisce nello sviluppo dei Prajnaparamita sutra e
la relativa interpretazione Madhyamika che ho già precedentemente trattato.

Il Sutra più antico di questa scuola è probabilmente il Samdhinirmocana. E'
in questo Sutra che compaiono  'tre giri della Ruota del Dharma'. Il primo è
l'insegnamento delle Quattro nobili verità, della produzione condizionata e
dell'Ottuplice sentiero; il secondo giro è la vacuità (Sunyata) ovvero il
fatto che 'tutti' i dharma sono privi di sostanzialità intrinseca (quindi
non solo privi nella loro genesi temporale ma anche immediata in quanto
relazionale)  propria dei Prajnaparamita Sutra, il terzo giro lo andrò a
descrivere più avanti anche se in senso Madhyamika è la coincidenza tra
Samsara e Nirvana.

Lo sviluppo dei 'giri' della Ruota del Dharma corrisponde ai testi da
interpretare e quelli da prendere alla lettera. Per il Madhyamika sono già i
Prajnaparamita e i relativi commentari di questa scuola ad essere
definitivamente chiari, secondo i Cittamatra anche i Prajnaparamita come gli
Agama (il Sutrapitaka) devono essere interpretati mentre i testi a partire
dal Samdhinirmocana Sutra sono di per sé espliciti, sono l'insegnamento
definitivo e non sono dei mezzi abili come tutti gli insegnamenti
precedenti.

La scuola Cittamatra è anche indicata come scuola Yogacara o Vijnanavada.

Questa scuola parte da una posizione chiaramente espressa in un altro Sutra
(sempre  di questa scuola), il Samadhirajasutra: "O figli dei Vittoriosi, i
tre regni non sono altro che mente".

E' una scuola che si è 'scontrata' con la scuola Madhyamika come vedremo. I
suoi Sutra sono molto diffusi in Cina-Giappone e in Tibet e molti dei suoi
insegnamenti li ritroviamo nei commenti di molti maestri insieme (confusi)
con quelli Madhyamika.

In effetti sono pochi i maestri cinesi e tibetani che hanno fatto una
precisa distinzione e collocazione di questi insegnamenti riuscendo a
notarne le origini e le differenze. Per lo più gli altri maestri erano
spesso persino illetterati mischiavano insegnamenti anche contraddittori
all'unico scopo di generare una Illuminazione, per come loro l'avevano
intesa e i loro maestri riconosciuta, nei propri discepoli.

Ma che cos'è questa Illuminazione frutto di tanti insegnamenti
contraddittori? Credo che il Piccolo discorso sulla vacuità degli Agama
possa indicarne, anche se in modo molto sottile, alcuni contenuti
rappresentativi condivisi da tutti.

Tornando alla scuola Cittamatra, essa sostiene che i fenomeni così come li
percepiamo non sono altro che mente, non esistono se non come apparenze.
L'unica cosa realmente esistente è la coscienza. L'ignoranza dell'uomo fa sì
che egli creda che questa coscienza sia un soggetto che percepisce e che
quindi esistano gli oggetti percepiti. Così questa illusione viene sempre
paragonata in questa scuole e nei suoi Sutra come l'illusione di una magia,
illusione ottica, miraggio, sogno, riflesso della luna sull'acqua, a una
eco, a una città aerea, a un fantasma.

La vita è un sogno (mi ricorda Pedro Calderon de la Barca) e il Risveglio è
come appunto risvegliarsi da un sogno.

La vacuità è quindi la fine della differenza tra soggetto e oggetto e ciò
che sperimentiamo nella coscienza è il frutto del nostro karma.

Quindi la sede della vacuità è la coscienza che è la sola ad esistere. Da
qui l'accusa dei Madhyamika di sostanzialismo ai Cittamatra (e il famoso
dibattito tra il madhyamika Candrakirti e il cittamatra Candragomin durato
sette anni a ll'università di Nalanda senza che nessuno dei due prevalesse).

In sostanza i Madhyamika preferiscono limitarsi alle due Verità, assoluta e
relativa, ritenendo quest'ultima mondana. Per il Madhyamika Candrakirti la
vera Verità è quella assoluta della vacuità di tutto l'esistente (e non
della coscienza non soggettiva dei Cittamatra).

Per inciso inserisco qui la posizione di un maestro Cinese del VI sec.,
Zhiyi,  il quale affermava invece le Tre Verità. Dove la terza, la Verità
della Via di mezzo (tra quella Assoluta e quella relativa) era quella da
perseguire per raggiungere la Liberazione.

Ritornando alla posizione Cittamatra, essa si fonda invece sulla fine di
soggetto-oggetto tipico delle pratiche meditative e quindi la realizzazione
della tathata, della realtà così come è facendo scomparire concetti e
distinzioni.

All'interno di questa scuola vi sono tuttavia due posizioni.

Quella di Dharmakirti e Dignaga che si rivolge alla sei coscienze (i cinque
sensi più quella mentale), ritenendo quella mentale quella di base.

Quella di Asanga e Vasubandhu che invece parla di otto coscienze, dove anche
la settima è karmica. Solo l'ottava, l'alayavijnana è quella assoluta che
non muore ma rinasce di corpo in corpo fino alla liberazione. Essa non è ne
bene nè non bene ed è del tutto priva di soggettività.

Il madhyamika Candrakirti, per citarne uno, rifiutò espressamente
l'esistenza di questa coscienza-base.

La posizione Cittamatra dovrebbe dunque provenire da cultori di intense
pratiche meditative. Tutte le proprie riflessioni partono infatti da lì.

I 'loro' Sutra costitutivi sono: il Samdhinirmocana Sutra, il Lankavatara
Sutra e l'Avatamska Sutra. Più altre numerose opere di commentario.

Una seconda considerazione è che la posizione Cittamatra critica di fatto
quella Madhyamika della vacuità universale, leggendola come fondamentalmente
nichilista.
E' un fraintendimento della vacuità sostenere, secondo questa scuola, che
tutte le cose non sono che costruzioni concettuali, almeno una non deve
essere una costruzione concettuale, deve esserci un esistente primario e
questa è la Mente.
Come non ricordare in tal senso l'inizio del Dhammapada?

Su quest'ultimo punto si sono inseriti alcuni studiosi contemporanei che
hanno partecipato, a distanza di secoli, al dibattito. La riduzione di tutte
le 'cose' a processi da parte di Nagarjuna sottintende una forma di
nichilismo oppure no? Il dibattito è difficile perché tutti sono d'accordo
nel sostenere che la posizione di Nagarjuna  è davvero sottile e profonda.
Sono in molti ad aver accostato Nagarjuna a Wittgenstein.

Nel 7° Capitolo del Samdhinirmocana Sutra, il sutra cittamatra per
eccellenza, viene chiesto direttamente al Buddha cosa intendesse quando ha
dichiarato, negli Agama-Nikaya, "che tutti i dharma (tutte le cose, in
quanto Nagarjuna aveva già chiarito che essendo le 'cose' processi non
possono che essere tali anche i loro elementi costitutivi, i 'dharma') sono
privi di natura propria'. Il Buddha, in questo sutra, risponde che la
vacuità va intesa in ragione dei tre aspetti (trisvabhava) che se intesi
correttamente non conducono al nichilismo. Evito di soffermarmi su questi
tre aspetti per non tediare anche se ricordo essi costituiscono il cuore
della posizione Cittamatra. Infatti questi post vogliono essere 'pungolo'
per un approfondimento per tutti gli interessati.

Qui il Sutra espone i tre giri della Ruota del Dharma da parte del Buddha:

- il primo, Parco delle Gazzelle, dove il Buddha ha esposto le Quattro
nobili verità e la insostanzialità delle persone (anatman), tale giro è da
intepretare e quindi non definitivo;

- il secondo sono i Prajnaparamita che espongono l'assenza di natura propria
in tutti i dharma, anche questo giro è intepretabile e quindi non
definitivo;

- il terzo, quello Cittamatra del Samdhinirmocana, viene rifiutata la
'vacuità di tutto' di stampo Madhyamika in quanto qualcosa deve pur avere lo
status di esistente primario.
E questo esistente primario è, secondo i Cittamatra, la mente. Ricordiamoci
che questa mente rifiuta la divisione tra soggetto e oggetto.

Da notare che il sentiero del Bodhisattva che postai tempo fa è proprio di
questa scuola, non avendo, a quanto mi risulta, elaborato nulla di simile il
Madhyamika.

Infine faccio notare che, come per i Madhyamika, anche per i Cittamatra i
concetti hanno valore solo in quanto inducono ad entrare in uno 'stato' per
cui tutti i concetti sono da abbandonare.


 Il Tathagatagarbha


Robert A.F. Thurman rileva un fatto importante dell'antico buddhismo. Se da
una parte negli Agama-Nikaya il Sé è certamente negato e la credenza in esso
viene identificato come fondamento della sofferenza, è altrettando
indubitabile che nei sermoni del Buddha lì riportati vi è un costante
richiamo alla "padronanza del Sé come vera padronanza" oppure colui che
"conquista il proprio Sé è il guerriero supremo".

Va da se che non c'è contraddizione perché nel buddhismo viene negato la
sostanzialità del Sé non la sua presenza empirica che va per questo
disciplinata.

Nello sviluppo Mahayana la non-sostanzialità del Sé, come ho già spiegato,
coinvolgerà non solo la percezione soggettiva della vacuità fondata sulla
impermanenza dei vissuti, ma anche quella oggettiva fondata questa sulla
interdipendenza di tutti i fenomeni che per questo sono considerati vuoti.

Sul fronte invece della presenza empirica, il Mahayana coniò due nuove
dimensioni: la 'Bodhicitta' e la buddhita (Tathagatagarbha).

Il primo lo dobbiamo alle scuola Madhyamika, il secondo alle scuole
Cittamatra.

La Bodhicitta riflesse fin da subito la necessità di rispondere alle
ambiguità sul Sé (visto come non-ente oppure nella sua dimensione
esperienziale). Da qui lo sviluppo delle due realizzazioni: assoluta come
Dharmakaya ovvero come Saggezza del non-Sé; relativa come Rupakaya
(Sambogakaya e Nirmanakaya come vedremo più avanti) ovvero come mente
compassionevole.




 

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