Il Buddhismo, i Buddhismi - seconda parte.
Quello che segue
sono solo le mie opinioni e miei discutibili appunti di
studio di cui mi
prendo ogni responsabilità, pronto a ricredermi se vi
sono
errori.
Prima di arrivare a descrivere alcune dottrine occorre
complicare
ulteriormente le cose. :)
L'argomento Hinayana/Mahayana è
stato oggetto di numerosi miei post, quando
nel settembre dello scorso anno,
il Bartolomucci affermò essere la scuola
Theravada l'unica autentica
rappresentante dell'insegnamento dello
Shakyamuni, rimasta integra nel suo
insegnamento in Sri Lanka.
Sostenne anche che il Pali fosse la lingua parlata
dal Buddha storico. Dato
ciò ed essendo le scuole Mahayana delle produzioni
apocrife posteriori per
lui un monaco Mahayana equivaleva ad un monaco di
Farfa. Insomma al monaco
di un'altra religione.
Io sostenni che le
evidenze storiche, da me ritenute corrette e quindi
riportate, evidenziavano
come:
1. Non abbiamo contezza dell'autentico insegnamento dello
Shakyamuni.
Probabilmente gli Anga/Nikaya presenti nei Canoni pali, cinese e
tibetano ne
riportano alcuni insegnamenti autentici. I testi scritti dei
predetti Canoni
risalgono più o meno tutti ad un periodo a cavallo della
nostra era.
2. Il Buddha storico non poteva parlare il Pali perché è una
lingua
pracritica ancora non presente nel periodo di Asoka.
3. Non è vero
che l'insegnamento è rimasto continuativamente integro in Sri
Lanka, in
quanto la scuola Theravada ha anch'essa ha subito dure
persecuzioni perdendo
testi e lignaggi che ha dovuto recuperare da altri
paesi.
4. Che alcuni
storici del buddhismo ritengono la scuola Theravada non
diretta espressione
delle scuole Hinayana ma una sua evoluzione persino con
influenze
Mahayana.
5. Che di scuole Hinayana (Sthaviravada) ne esistono diverse con
precise e
rimarcate differenze dottrinali.
Già saugata nel thread
'Scuole buddhiste ed il sé" (avviato 16 settembre
dello scorso anno) mi
sconsigliò l'uso del termine Hinayana da sostituire
con il termine
Sravakayana. Questo per due ragioni il termine Hinayana può
risultare
offensivo e inoltre compare davvero poco nella letteratura
rispetto a
Sravaka.
Io gli risposi subito che non intendevo Hinayana come offensivo ma
con uso
'storico'. In effetti non c'è manuale, dizionario o enciclopedia che
non
utlizzi per le scuole antiche questo termine.
D'altronde anche
'sravaka' non è un complimento, in questo modo nella
letteratura mahayan
sono indicati i discepoli che 'ascoltano' le dottrine ma
non ne intendono il
significato profondo che è sempre e solo la sunyata...
Tutto questo
perché ora sosterrò che come è discutibile sostenere che la
scuola Theravada
sia l'autentica scuola avviata dal Buddha Shakyamuni, così
il Mahayana è
utilizzato in modo altrettanto improprio.
I praticanti Mahayana sono
spesso usi sostenere che anche il Mahayana derivi
direttamente
dall'insegnamento del Buddha Shakyamuni, che la propra
letteratura nasca dai
Prajnaparamita e che il proprio fondatore sia
Nagarjuna.
Tutto ciò è
scorretto almeno per quanto concerne proprio la denominazione
Mahayana.
Nagarjuna non la cità mai, né i testi antichi delle Prajnaparamita
la
citano. 'Mahayana' o gli insegnamenti che oggi intendiamo
complessivamente
come tali, compaiono in India come iscrizioni solo nel II
sec. e.v. Peraltro
rare iscrizioni.
Il Mahayana è quindi una denominazione davvero tarda.
Una denominazione
inventata da qualche isolato e marginale gruppo di monaci
che voleva
differenziarsi 'insultando' altri insegnamenti. L'avranno fatto a
torto o a
ragione, ma è andata così.
Così G. SCHOPEN (University of
California, Los Angeles):
"Rather than being datable to the beginning of the
common era, this strand
of Mahayana Buddhism, at least, appeared to have no
visible impact on Indian
Buddhist cult practice until the second century,
and even then what impact
it had was extremely isolated and marginal, and
had no lasting or long-term
consequences-there were no further references to
Amitabha in Indian image
inscriptions. Almost exactly the same pattern
occurs on an even broader
scale when nontextual evidence is
considered."
Peraltro c'è poca coerenza negli insegnamenti che vanno
sotto il
termine Mahayana.
Certamente ci sono alcuni punti di convergenza
ma altri di totale e
importante divergenza.
Eppoi considerata
nell'insieme la letteratura Mahayana è davvero
'espansionista'.
Su
questa accusa degli Hinayana non c'è alcun dubbio: è assolutamente
vera.
Ora non è che debba essere necessariamente un demerito, occorre
però
prenderne atto. E' così.
Di seguito riporto la letteratura
Mahayana indiana (e non cito quella di
diretta produzione cinese, tibetana e
giapponese...) di cui personalmente
dispongo. Faccio notare che se è anche
una discreta parte di quella
tradotta, è pur sempre una minima parte di
quella ancora non tradotta in
lingua
occidentale.
Prajnaparamitasutra:
- Astasahasrikaprajnaparamita sutra
(Ottomila stanze) (eng) è il più antico;
- Vajracchedikaprajnaparamitasutra
(Sutra del Diamante) (ita-eng);
- Saptasasikaprajnaparamitasutra (settecento
stanze) (eng);
- Pancasatikaprajnaparamitasutra (cinquecento stanze)
(eng);
- Prajnaparamitaradhasatikasutra (cinquanta righe) (eng);
-
Prajnaparamitahridayasutra (Sutra del Cuore, estesa e breve) (eng e ita);
-
Suvikrantavikramipariprcchaprajnaparamitanirdesa (le Domande
di
Suvikrantamin) (eng.)
- Svalpaksaprajnaparamitasutra (la Conoscenza
trascendente in poche parole)
(eng)
- Prajnaparamitanayasatapancasatika
(Centocinquantametodi) (eng)
- Pancavimsatikaprajnaparamitamukha (le
Venticinque porte) (eng)
- Ekaksarimatanamasarvatathagataprajnaparamita (la
Conoscenza trascendente
madre dei Tathagata) (eng)
- Kausikaprajnaparamita
(la Conoscenza trascendente per Kausika) (eng)
- Prajnaparamita Suryagharba
(eng.)
- Prajnaparamita Samantabhadra (eng.)
- Candragarbha Prajnaparamita
(eng.)
- Prajnaparamita Vajrapani (eng.)
- Prajnaparamita Vajraketu
(eng.)
- Prajnaparamita nama astasataka (eng.)
Sutra:
-
Sukhavativyuhasutra (esteso) (eng)
- Sukhavativyuhasutra (breve) (eng)
-
Amitayurdhyanasutra (eng)
- Saddharmapundarikasutra (Sutra del loto)
(eng-ita) (sia dalla fonte cinese
che sanscrita)
- Surangamasutra
(eng-ita)
- Lankavatarasutra (eng)
- Mahayana Mahaparinirvanasutra
(eng)
- Bhaisajyagurusutra (eng)
- Vimalakirtinirdesasutra (eng-ita)
-
Avatamsakasutra (Sutra della ghirlanda fiorita) (eng)
- Samdhinirmocana Sutra
(Sutra che rivela il pensiero) (eng.)
- Uttaratantrasastra (anche detto
Ratnagotravibhavaga) (eng)
- The Zambasta book (integrale in eng, antologia
in ita) Rappresenta il
buddhismo kothanese.
- The Sutra of
innumerable manings
- The Sutra of meditation on the Bodhisattva Universal
Virtue
(Samantabhadra)
- The question of Nagasri
-
Antarvyaptisamarthana-Ratnakarasanti
Trattati:
- Madhyamakakarika di
Nagarjuna (ita)
- Vigrahavyartani (Lo sterminio degli errori) di Nagarjuna
(ita)
- Rajaparikatharatnamala di Nagarjuna (ita)
- Madhyamakavatara di
Candrakirti (eng)
- Abhisamayalankara di Asanga (eng.)
- MahayanaSamraha
di Asanga (eng.)
- Madhyantavibangabhasya di Asanga (eng.)
- Buddhakarika
di Asvaghosha (eng)
- Mahayana-Sraddhotpada Shastra di Asvaghosha (esp.)
-
Bodhicaryavatara di Santideva (ita)
Ora prima di intervenire sulle
dottrine dobbiamo renderci conto che tutta
questa letteratura, inizialmente
nemmeno denominata Mahayana e buona parte
della quale attribuita allo
Shakyamuni, è apocrifa.
Anche i vari Abhidharma sono per me
apocrifi.
Personalmente ritengo solo gli Agama/Nikaya, e non so quanto di
essi,
attribuibile direttamente allo Shakyamuni.
Con questo non
voglio sostenere che questa letteratura non possa riportare
degli
insegnamenti del Buddha storico, solo che non può essere direttamente
attribuita a lui.
Ciò non è poi così importante perché anche con il
Buddha storico in vita
vigeva il principio del Buddha-vacana.
Ciò che
è importante dal mio punto di vista è l'impatto che una letteratura,
e gli
insegnamenti relativi hanno sui noi praticanti.
Non c'è alcune autorità
al di fuori delle nostre capacità critiche ci
avvertiva lo
Shakyamuni.
Studiamo, pratichiamo e scegliamo. Non è che ci sia molto da
fare di più.
Quello che posso fin da ora sostenere è che per quanto mi
concerne i
Prajnaparamita/Abhidharma sono comunque coerenti con le premesse
degli
Agama/Nikaya sulla critica delle 'ditthi', sulla concezione
dell'anatman e
dell'anitya. Svolgono un ruolo di svelamento degli
insegnamenti lì contenuti
in nuce e non chiariti. In questa opera di
disvelamento si differenziano tra
Abhidharma e tra Abdhidharma e
Prajnaparamita e tra Prajnaparamita e altri
sutra ancora.
Ora passerò
alla scuola Madhyamika e alle sue diramazioni. Tornerò a
denominarla
Mahayana perché è un termine ormai invalso. Ma è un termine
scorretto almeno
fino a qualche secolo dopo la nostra era.
Non c'è dubbio che i pellegrini
cinesi che visitarono l'India incontrarono
molti monaci mahayana che spesso
erano ormai la maggioranza e che
diffondevano insegnamenti che non erano
nati propriamente come insegnamenti
mahayana. Ma non stiamo certamente
parlando dei primi secoli della nostra
era.
Stessa cosa riguarda ciò
che accadde nei primi secoli della nostra era
nell'impero
Kushano.
Parliamo di Mahayana per abitudine, ma teniamo presente che
allora per
Nagarjuna e Kanishka I era un termine del tutto
sconosciuto.
Dimenticavo a parte i testi intergrali, a titolo di cronaca
(ovvero di
utilizzo futuro a chi dovesse servire) dispongo anche due (8° e
9° volume)
preziosissimi e volumosissimi volumi di K.H. Potter che
avvalendosi di
decine dei migliori studiosi viventi ha costituito
negli anni '90 una
poderosa enciclopedia delle opere della filosofia
indiana. Elencati per
singola opera, ognuna di queste viene presentata in
modo sintetico. I due
volumi coprono l'intero buddhismo indiano dal 100 e.v.
al 600 e.v. Purtroppo
mi manca il 7° che riporta i vari Abhidharma e i
successivi che coprono le
opere successive.
A chi non è interessato
può dare comunque idea di cosa stiamo parlando
quando si dice 'ricchezza' di
testi. :)
Ci sono ovviamente anche opere non mahayana.
Le opere in
abstract sono:
Volume 8°
l.Satparamita (1st cent. A.D.)
79
2.Bodhisattvapitaka (1st c. A.D.) 79
3.Tñskandhadharmaparyaya
(1st c. A.D.) 79
4.Katyayanavadanasutra (1st c. A.D.)
79
SAstasahasrikaprajñaparamitasutra (100) (Olson) 79
6,Ren benyu
shengjing (100) 86
7.Yiqie liu she shou yin jing (100)
87
S.Sidijing (100) 87
9.Ben xiang yi zhi jing (100)
87
10.Lou fenbu jing (100) 87
ll.Pu fayi jing (100)
87
l2.Ba zheng dao jing (100) 87
13.Da anban shouyijing (100)
87
14.7m chi ru jing (100) 88
15.Chanxing faxiang jing (100)
88
16Ajatasatrukaukrtyavinodanasutia (125)
88
17.Kasyapaparivartasutra (125) 88
18Aksobhyavyuhasutra (125)
88
19.Drumakinnarasutra (125) (Harrison) 89
20.Lokanuvartanasutra
(125) (Harrison) 90
2l.Pratyutpannabuddhasanmukhavasthitasutra (125)
90
22.Dou shajing (125) 93
23.Wenshushili wen pusa shu jing (125)
93
24.Surahgamasutra (125) (Teschner)
93
2S.Dharmacakrapravartanasutra (130)
94
26Maitreyapariprcchasutra (130)
94
27.Ugra(datta)pariprccha$utra (130) (Schuster) 94
2S.Chengju
quangming dingyi jing (140) 95
29.Larger Sukhavativyuha- or
Amitabhavyuha-sutra (150) 95
3O.Smaller Sukhavarfvyuhasurra (150)
96
31.Rarn(^imasamcayagâtfm (150) 96
32.Gandavyuhasurra (150)
96
33.MadfryamaJca/cariJcas (Nagarjuna) (150) (Lindtner)
98
34.yigrahavyâvarttani (Nagarjuna) (150) (Bhattacharya)
124
35.Sunyatasaptati (Nagarjuna) (150) (Delia Santina)
133
36.Vaidalyaprakarana (Nagarjuna) (150) (Lindtner)
143
37.Yuktisastika (Na'garjuna) (150) 150
3S.Ratnavali
(Nagarjuna) (150) (Lindtner/Potter) 153
39.Prañtyasamutpadahrdaya (150)
(Delia Santina) 161
4O.Suhñlekha (Nagarjuna) (150) (Delia Santina)
163
41 .Bodhisambhara (Nagarjuna) (150) 177
42.Vyavaharasiddhi
(Nagarjuna) (150) (Lindtner) 179
43.Mahayanavimsika (Nagarjuna) (150)
(Lindtner) 180
44.Catuhstava (Nagarjuna) (150) (Lindtner)
181
45.Samadhiraja- or Candrapradipa'SUtra (150)(Mitra/Dutt)
185
46.Vimalakirtinirdesasutra (160) (Warder)
192
47.Sc&istambasutra (170) 194
48.Catuhsataka (Aryadeva)
(180) (Lang) 198
49.*Sataka (Aryadeva) (180) (Lang)
215
50Aksarasataka and Tika (Aiyadeva) (Lang)
222
5l.Tathagatotpattisambhavanirdesasutra (180)
228
52Abhidharmahrdaya (Upasanta) (200)
228
53.Satasahasrikaprajñaparamitasutra (200)
229
S4.Pañcavimsatiprajñaparamitasutra (200) 229
55
Astadasasahasiikaprajñaparamitasutra (200) 229
56.Sanmukhidharanisutra
(200) (Anacker) 229
57Jinaputrarthasiddhisutra (200)
230
58.Ksemañkarapañprcchasutia (200)
230
59.Mahalalikapariprcchasutra (200) 230
60.Nagaropamasutra
(200) 230
61. Nandopanandanagarajasutra (200)
230
62.Puspakutadharanisutra(200)
230
63.Tathagatajñanamudra(samadhi)sutra (200) 230
64.Vatsasutra
(250) 230
65.Tathagatapratibimbapratisthanasutra (200)
230
66Suratapariprcchasutra (200) 230
67'.Maharajakaniskalekha
(Matrceta) (200) (Lindtner) 231
6S.Varnahavarna (Matrceta) (210)
(Lindtner) 231
69.Satapañcasatka (Matrceta) (210) (Lindtner)
233
7O.Visesastava (Udbhatasiddhasvamin) (210) (Lindtner)
234
71.Prajñaparamitastotra (Rahulabhadra) (225) (Ruegg)
236
72.Kumaralata (230) 237
73Aksqyamatinirdesasutra (250)
(Kawamura) 237
74Añgulimalikasutra (250)
238
75Asokadattavyakaranasutra (250) 238
76Asokarajavadanasutra
(250) 238
77Astabuddhakasutra (250)
238
78.Bhadrakalpikasamadhisutra (250)
238
79.Bhadramqyakaravyakaranasutra (250) (Regamey)
238
80.Buddhasamgitisutra (250) 239
81.Candraprabhakumarasutra
(250) 239
S2.Caturdarakasamadhisutra (250) 239
83.Dasabhumikasutra
(250) 239
S4.Dasadigandhakaravidhvamsanasutra (250)
240
SS.Garbhavakrantinirdesasutra (250) 240
86.Hastikaksayasutm
(250) 240
87. (Upayakausalya)Jñanottarabodhisattvapariprcchasutra(250)
240
SS.Kâmnikarajasutra (250) 240
89.Lokanathavyakaranasutra (250)
240
90Mahavaipulyamurdharajasutra (250) 240
91
Mcûiayanopadesasutra (250) 240
92Maitreyapariprcchaparivaitasutra (250)
240
93.Mañjusribuddhaksetragunasutra (250)
240
94.Mañjusñvikuditasutra (250)
241
95.Mañjusñvikurvanaparivartasutra (250)
241
96.Nandcqyravrajyasutra (250)
241
97.Paramanhasamvrtisatyanirdesasutra (250)
241
98.Pravaranasutra (2500 241
99.Ratnacandrapcniprcchasutra
(250) 241
lOO.Ratnacudapañprcchasutra (250)
241
101.Ratnajcdipariprcchasutra (250) 241
lOLRatnakarandasutra
(250) 241
103.Saddharrnapundañkasutra (250) (Kern)
241
104.Sagaranagarapariprcchasutra (250)
243
105.Samantamufcftaparivartasutra (250)
243
106.Sarvapimyasamuccc^asamckfhtsutra (250)
243
107.Sa7vavaipu(yavidyasiddha5Utra (250)
243
lOQ.Simhapariprcchasutra (250)
243
109.Snmafadevî5imftanadasutra (250) (A. and H. Wayman)
243
llO.Sñmatibadhamanipariprcchasutra (250)
245
111.StJivivartyavyakaranasutra (250)
245
112.Sumatidarikapariprcchasutra (250)
245
113.Susthitamatidevaputrapariprcchasutra (250)
245
114.Svapnanirdesasutra (250)
245
llS.Tathagatacintyaguhyanirdesasutra (250)
245
116Tath<^atagarbfcasutra (250)
245
117.Udayanavatsarajapariprcchasutra (250)
245
118.Upayakauscdyasutra (250) 245
119.Vaidujyarajasutra (250)
245
12O.Vidyutpraptapariprcchasutra (250)
245
121.Viradatta(grhapati)pariprcchasutTa (250)
245
122.Vimaladattapariprccha (250)
245
123.Vi5esacinta(T)rahma)panp/rcha5Utra (250)
245
124.Vimiittimagga (250) (Potter) 246
125Atanatikasutra f250)
255
126Tattvasidd/2i (Harivarman) (253) (Potter)
255
127.Subahupcaiprcchasutra (260) 312
12SSukasutra (260)
312
129£ummtabhqdrabodhisattvadhayañcayadharmasutra (260)
312
13Q.Bhaisajyagumvaiduryaprabhasyapurvapranidhanavisesa'
vistarasutra
(280) 312
131Mahayanabhidharmasutra (300) (Dutt)
313
l32.Buddhabhumisutra (300) (Keenan)
313
133Samyuktabhidharmasutra (Dharmatrata) (300) (Dessein)
314
134.Pañcavastukavibhasa (Dharmatrata) (300) (Lindtner)
319
13SArthaviniscqyasutra (300) (Samtani)
321
l36.Samdhinirmocanasutra (325)
323
137.Madhyamakakarika-Akutobhaya (Piñgala) (325)
329
138£añkavatarasutra (325) 332
139.Nirayasutra (340)
346
140.Ekottaragamasutra (345) 346
141.Bodhisattvapurvacaryasutra
(350) 346
l42.Buddhapitcûcaduhsilanirgrahasutra (350)
346
143.Candragarbhasutra (350) 346
144.Dharani(svara)rajasutra
(350) 346
145.Gayasirsasûrra (350)
346
146.Kusalamulasamparigrhasutra (350)
346
147.Mahamqyuri(vidyarajñi)sutra (350)
346
148Maitreyavyakaranasutra (350) 346
149.Purnapariprcchasutra
or Bodhisattvapitakasutra (350) 346
15O.Saripurrapanpnccha5Ûrra (350)
346
151 Saddharmapravjttinirdesasutra (350)
346
152.Sumufc/za(d/iaran0stitra (350)
346
153.Upalipariprcchasutra (350)
347
154.Vikurvanarajapariprx:chasutra (350)
347
lS5.Dasabhumikavibhasasutra (Nagarjuna) (350)
347
lS6.Prajñâparamitahrdqyasutra (350) (Conze)
347
157.Vajracchedikaprajñaparamitasutra (350) (Conze)
348
158.Srîlata (350) 349
159.Caturagamavibhaga (Vasubhadra) (350)
349
16O.Sammiayanikayasastra (350) (Buswell)
353
161.Dhamataradhyayanasutra (360) 365
162.Ratnarasisutra (360)
365
163.Dvadasa(dvara)mukhasastra (Nagarjuna) (360) (Potter)
365
164Madhyantavibhagasutra (360) (Anacker)
374
165Mahayanasutralamkara (Vyavadatasamaya) (Anacker)
382
l66.Yogacarabhumi (Asañga)
(Potter/Schmithausen/Davidson)398
167.Vikhyapanadastra and Bhasya thereon
(Asañga) (300) 433
168Abhidharmasamuccaya (Asañga) (360) (Griffiths)
434
l69.Trisatikayahprajñaparamitakarikasaptati (Asañga) (360)
452
170.Mahayasamgraha (Asañga) (360) (Anacker)
459
171.Dharmadharmatavibhaga (360) (Anacker)
476
172Abhisamayalamkara (360) (Anacker) 478
173Abhidharmakosa
(Vasubandhu) (360) (Anacker/Potter) 486
174Abhidharmakosabhasya
(Vasubandhu) (360) (Anacker) 516
175.Pratityasamutpada-vyakhya or
-vibhañganirdesa
(Vasubandhu) (360) (Anacker)
565
176Aparamitayuhsutropadesa (Vasubandhu) (360)
565
177.Buddhanusmrtitika (Vasubandhu) (360)
566
178.BhadracaryapranidhanatCka (Vasubandhu) (360)
566
179.Commentary on the Caturdharmakasutra (Vasubandhu)
566
180.Sanmukhi-Vyakhyana (Vasubandhu) (360)
566
181.Dasabhumikasutravyakhya (Vasubandhu) (360)
567
182.Dharmacakrapravartanasutra (Vasubandhu) (360)
567
183.Gathasamgrahasastrartha (Vasubandhu) (360)
567
184.Gayasirsasutratika (Vasubandhu) (360)
567
185Mahayanasatadharmakaprakasamukhasastra
(Vasubandhu)567
lS6.Nirvan.asutrapurvabhutotpannabhutasastra (Vasubandhu)
567
187.Commentary on a Prajñaparamitasutra (Vasubandhu)
567
188.Commentary on Ratnacudamanisutra (Vasubandhu) (360)
567
189.Commentary on the Sñmc&asimhanadasutra
(Vasubandhu)
(360) 567
190.Saddhaimapundañkopadesa (Vasubandhu) (360)
567
191.Sukhavauvyuhopadesa (Vasubandhu) (360) (Kiyota)
568
192.Commentary on Asañga's Vajracchedikabhasya
(Vasubandhu)
(360) * 570
\93.Visesacinñbrahmaparipvcchasastra (Vasubandhu) ( 360)
570
l94.Vyakhyayukti (Vasubandhu) ( 360) 570
195.Vadavidhi
(Vasubandhu) (360) (Anacker) 570
l96.Pañcaskandhakaprakarana (Vasubandhu)
(360) (Anacker) 574
l97.Karmasiddhiprakarana (Vasubandhu) (360) (Anacker)
578
198.Dharmadhaimatavibhagavnti (Vasubandhu) ( 360)
(Anacker)
588
199.Mahayanasutralamkarabhasya (Vasubandhu) (Anacker)
596
200.Madhyantavibhagabhasya (Vasubandhu) (360) (Anacker)
610
201.Mahayanasamgicûiabhasya (Vasubandhu) (Anacker)
627
2O2.Trimsikakarika (Vasubandhu) (360) (Anacker)
638
203.Vimsatika and Vrtti thereon (Vasubandhu) (Anacker)
640
2O4.Trisvabhavanirdeia. (Vasubandhu) (360) (Anacker)
644
205.Bodhicittotpadasutra(sastra) (Vasubandhu) (B. S. Bhiksu)
647
2O6.Nyayanusara (Samghabhadra) (380) (Cox)
650
207Abhidharmasamqyapradipîka (Samghabhadra) (Cox)
716
Volume 9°
1. Sarvadharmapravrttinirdesasutra
(351) 73
2. Mahaprajñaparamitopadesasutra (Nagarjuna) (354) 73
3.
Tathagatagunajñanacintyavisayavatarasutra (355) 83
4.
Anantadharanidharmaparyayasutra (355) 83
5. Bhadraserisutra (355)
83
6. Sutra on Ananda's thinking (355) 83
7. Srikanthasutra (355)
83
8. Akasagarbhasutra (363) 83
9. Ksudrakasutra (365)
84
10. Ananîamukhasadhakadharanisuîra (369) 84
11.
Buddhadhyanasamadhisagarasutra (369) 84
12.
Buddhadharmacintyanirdesasutra (369) 84
13.
Devarajasamtustamañgalagathasutra (369) 85
14. Karunapundañkasuîra (369)
85
15. Mahameghasutra (370) 86
16. Ratnakeiudhuranisutra (370)
86
17. Suryagarbhasutra (370) 94
18. Suvarnaprabhasasutra (370)
95
19. Caturdevarajasutra (377) 98
20. Tathagatagarbhasutra (380)
98
21. Karmavaranavisuddhisastra (380) 98
22.
Dasacakraksitigarbhasutra (385) 98
23. Vajrasamadhisutra (385)
98
24. Alpadevatasutra (390) 99
25.
Bodhisattvagocaropayavikurvananirdesasutra (390) 99
26. Dvajagrhasutra
(390) 99
27. Jyotiskasutra (390) 99
28. Mahamatisutra (390)
99
29. Tsui fit paoyingching (390) 99
30.
Mahabheriharakaparivartasutra (390) 100
31. Caturvargasiksadharmasutra
(390) 100
32.
Isvarakartrtvanirakaranavisnorekakartrtvanirakarana
(Nagarjuna) (400)
100
33. Nagasripariprcchasutra (400) 101
34.
Suddhodanarajaparinirvanasutra (405) 102
35. Surra on the advancement of
learning (405) 102
36. Swfra on a pupil who received (seven
days)
after his death (405) 102
37. Candanavatdesarajasuîra (405)
102
38. Mudradesarajasutra (405) 103
39. Malarajasutra (405)
103
40. Swfra on the five (elements) not returning again (405)
103
41. Rajavavadakasutra (405) 103
42. Samayabhedopacakra
(Vasumitra) (405) 103
43. Bodhisattvabuddhanusmrtisamadhi (412)
107
44. Mahasrayartharddhimantrasutra (412) 107
45. Upaya
(kausalya) hrdayasuîra (Nagarjuna) (422) 107
46. Kusumasarhcayasuira
(All) 110
47. Visuddhimagga (Buddhaghosa) (425) 111
48.
Dhammasañgani'Atthakatha (425) 173
49. Sammohavinodani or
Vibhañga-Atthakatha
(Buddhaghosa?) (425) 194
50.
Kathavatthu-Atthakatha (Buddhaghosa?) 195
51. Yamaka-Atthakatha
(Buddhaghosa?) (425) 212
52. Patthana-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425)
215
53. Dhatukatha-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 215
54.
Puggalapaññatti-Atthakatha (Buddhaghosa?) (425) 215
55. Abhidhammavatara
(Buddhadatta) (425) 217
56. Ruparupavibhaga (Buddhadatta) (425)
254
57. Tarkasastra (425) (Vidyabhusana) 256
58.
Samantapasadikasuîra (438) 257
59. Prañtyasamutpadasastra (Ullangha)
(440) 257
60. Anyunatvapurnatvanirdesaparivartasutra (440) 261
61.
RatnagotravibhagaNyakhya (Saramati) (450) 262
62. Mahayanadharmavisesa
(Saramati) (450) 272
63. Abhidharmavatara (Skandhila/Sugandhara) (450)
274
64. Abhidharmakosa-Tikopayika (Samathadeva) (450) 280
65.
Bhavasamkrantisutra (450) 282
66. Dharmadhatubuddhakasutra (453)
283
67. Ratnameghasutra (453) 283
68.
Sraddhabaladhanavataramudrasutra (454) 283
69.
Sarvabuddhavisayavatarajñanalokalamkarasutra (457) 283
70. Asokarajasutra
(462) 283
71. Dharmasamgitisutra (465) 283
72.
Mañjusripariprcchasutra (468) 284
73. Prañtyasamutpadahrdaya-Vyakhyana
(*Suddhamati) (470) 284
74. Saptasatikaprajñaparamitasutra (470)
284
75. *Samantamukhaparivartasutra (470) 285
76.
Vajramandadharanlsutra (475) 285
77. Buddhanamasutra (475) 285
78.
Ksemavativyakaranasutra (475) 285
79. Sirhhanadikasutra (475)
285
80. Abhidharmavatara-Sarasamuccaya (475) 286
81.
Madhyamakasutra-Vrtti (Buddhapalita) (480) 286
82. Anaksarendraka (vai)
vocanagarbhasutra (485) 305
83. Sarvabalapaladharanisutra (485)
305
84. Mañjusriparicaranasutra (485) 306
85. Maitreya
(bodhisattva) pariprcchasutra (485) 306
86. Sarhghatasutra(A%%)
306
87. Saddharmasmrtyupasthanasutra (489) 306
88. Yogacarabhumi
(Buddhasena) (490) 307
89. Maricidharanisutra (490) 307
90.
Maitreya (maha) simhanadasutra (491) 307
91. Vimala (nana)
upasikapariprcchasutra (492) 307
92. Kanakavarnapurvayogasutra (492)
308
93. Mañgalastakasutra (492) 308
94.
Niyataniyatavataramudrasutra (492) 308
95. Paramârthadharmavijayasutra
(492) 308
96. (Rsi) Vyasapariprcchasutra (492) 308
97.
Susthitamatipariprcchasutra (492) 308
98. Swfra on the highest reliance
(492) 308
99. Buddhagotrasastra (495) 309
100.
Karandavyuhasutra(495) 310
101. Aparamiîayurjñanahrdayadharanisutra (500)
311
102. Mahamanivipulyamanavisvasupratisfhitaguhyasutra (500)
311
103. Saptabuddhakasuîra (500) 311
104. Pradipaniyasutra (508)
311
105. Sumerugarbhasutra (508) 312
106.
Lokaprajñaptyabhidharmasutra (509) 312
107. Abhidharmakosa-Marma(pra)dipa
(Dignaga) (510) 313
108. Alambanapariksa (Dignaga) 314
109.
Hastavalanamaprakaranavrtti (Dignaga) 318
110. Hetucakra (Dignaga)
319
111. Nyayamukha (Dignaga) 320
112. Pmjñaparamitapindartha
(Dignaga) 322
113. Pramanasamuccaya (Dignaga)
113.1 Pratyaksa
328
113.2 Svarthanumana 337
113.3 Pararthanumana 342
113.4
Drstanta 347
113.5 Apohapañksa 349
113.6 Jati 360
114.
Upadayaprajñaptiprakarana (Dignaga) 362
115. Traikalyapañksa (Dignaga)
367
116. Samanyalaksanapariksa (Dignaga.) 367
117. Nyayapariksa
(Dignaga) 368
118. Rajaparikatharatnamalasutra (510) 368
119.
Prajñaparamitapindartha-Vivarana (Triratnadasa) (510) 368
120.
Vidyanirdesasutra (515) 368
121. Vidyapravartanasastra (515)
368
122. Vidyamatrsiddhi (515) 369
123. Tryalaksanasatra (515)
369
124. Anakaracintarajas (hnd) (515) 369
125.
Mustiprakâranasastra (Jina) (515) 369
126. LifeofVasubandhu(515)
369
127. Buddhabhidharmasutra (515) 369
128. Catursatyasastra
(Vasuvarman) (515) 369
129.
Patisambhidamagga-Saddhammappakasirii
(Mahanama) (520) 369
130.
Pitaputrasamagamasutra (520) 370
131. Abhidharmakosakarika'Bhasya
(Vinitabhadra) (520) 370
132. Mahayanabhisamayasutra (520)
370
133. Mahayanasathgraha- Upanibandha (Asvabhava) (520) 371
134.
Mahayanasutralamkara-Tika (Asvabhava) (520) 371
135.
Ekadasamukhahrdayasutra (525) 371
136. Alokamala (Kambala) (525)
372
137. Astasakasrikaprajñapararhitasutra-Pindartha or
Navasloka
(Kambala) (525) 378
138. Abhisamayapañjika (Kambala) (525)
379
139. Prajñaparamitopadesa (Kambala) (525) 379
140.
Saptaslokibhagavañprajñaparamitasutra (Kambala) (525) 379
141.
Tattvaprabhasakaranadipa (Kambala) (525) 379
142. Dharmadasa (530)
379
143. Suvikrantavikramipariprcchasutra (530) 379
144.
Laksanusariniñka (Gunamati) (530) 380
145. Vyakhyayukti-Tîka (Gunamati)
(530) 381
146. Pratityasamutpadadivibhañganirdesa-Tika
(Gunamati)
(530) 381
147. Padmamukha- or Pundañkamukha-sutra (534) 382
148.
Sutra on the good qualities of rare comparison (536) 382
149.
Dvadasabuddhakasutra (537) 382
150. Amoghapasahrdayasutra (537)
382
151. Candrottaradhikarikavyakaranasutra (540) 382
152.
Bhadrapalasresthipariprcchasutra (541) 382
153. Mahadharmolkadharatusutra
(544) 383
154. Acintyagunasarvabuddhaparigrahasutra (544) 383
155.
Pañcasahasrapañcasatabuddhanamasutra (544) 383
156.
Sarvadharmavacarasutra (545) 383
157. Mahasannipatavadanarajasutra (545)
383
158. Maliabaladharmikadharanisutra (546) 383
159.
Agrapradipadharanividyarajasutra (546) 383
160. Sâm* on the Bodhisattva
Akiñcana (546) 384
161. '/forata/arama (Bhavya) (550) 384
162.
Madhyamakahrdayakarika/Tarkajvala (Bhavya) (550) 397
162. 1
Bodhicitîaparityaga 398
162. 2 Munivratasamasraya 400
162. 3
Tattvamrtavatara 401
162. 4 Sravakatattvaniscayavatara 410
162. 5
Yogacaratattvaniscaya 411
162. 6 Sarhkhyatattvavatara , 416
162. 7
Vaisesikatattvaniscaya 417
162. 8 Vedantatattvaniscaya 417
162. 9
Mimarhsatattvanirnayavatara 419
162.10 Sarvajñasiddhinirdesa
421
162.11 Stutilaksananirdesa 422
163.
Madhyamakakarika'Prajñapradipa (Bhavya) (550) 422
164.
Madhyamakarthasamgraha (Bhavya) (550) 442
165. Madhyamakaratnapradîpa
(Bhavya) (550) 443
166. Manimekhalai (Cîttalai Cattanar) (550)
457
167. Nyayapravesa (Samkarasvamin) (555) 463
168.
Abhisamayalamkara-Vrtti (Arya Vimuktisena) (555) 470
169.
Alambanapariksa-Vyakhya (Dharmapala) (560) 471
170. Catuhsataka-Vrtti
(Dharmapala) (560) 474
171. Satasastra-Vrtti (Dharmapala) (560)
479
172. rnmi/ifca-Commentary (Dharmapala) (560) 486
173.
rnmi//w-Commentary (Paramartha) (560) 487
174. Vasumitra (560)
490
175. Abhidharmakosa-Tattvarthatika (Sthiramati) (560) 491
176.
Abhidharmasamuccaya-Bhasya (Sthiramati) (560) 495
177.
Madhyamakakarika-Bhasya (Sthiramati) (560) 510
178.
Madhyantavibhagabhasya-Tika (Sthiramati) (560) 510
179.
Mahayanasutralarhkara-Bhasya (Sthiramati) (560) 514
180.
Pañcaskandhaka-Vaibhasya (Sthiramati) (560) 514
181. Trimsika-Bhasya
(Sthiramati) (560) 523
182. Vimsatika-Bhasya (Sthiramati) (560)
525
183. Kasyapaparivartasutra-Tika (Sthiramati) (560) 526
184.
Sutra on the original cause of raising the world (565) 532
185.
AbhidharmacftpaAfibhasaprabhavrtti (Vimalamitra) (580) 532
186.
Buddhabhumivyakhyana (Silabhadra) (580) 558
187. Bodhisattvabhumi-Vrtti
(Gunaprabha) (580) 561
188. Pañcaskandhaka-Vivarana (Gunaprabha) (580)
562
189. Niddesa-Saddhammappajotika (Upasena) (580) 564
190.
Abhidharmakosa-Sphutarthavyakhya (Yasomitra) (580) 565
191. isvarasena
(580) 593
192. Buddhabaladhanapratiharyakurvanirdesasutra (590)
593
193. Abhidamayalamkara- Varttika
(Bhadanta Vimuktisena) (590)
593
194. Devatasutra (598) 594
Sperando di non aver scioccato
nessuno, posso solo
testimoniare che alcuni di quei testi sono davvero brevi
e condensano
l'esperienza di praticanti illuminati. La loro lettura è
davvero
interessante perché si capiscono molte cose sull'opera di svelamento
di
alcuni contenuti. Va detto comunque che nella mia scuola la pratica dello
studio dei testi è solo di accompagnamento alla pratica meditativa che
è
considerata centrale sia nei suoi aspetti di Samatha sia in quelli di
Vipasyana.
Ovviamente anche dalla pratica delle Paramita. Ma non
solo.
Venendo alle scuole che denomineremo Mahayana per via dell'uso
iormai nvalso
in quanto questo termine è certamente successivo, la prima che
cercò di
organizzare all'interno di alcune opere quello che emergeva dagli
insegnamenti delle Prajnaparamita fu la scuola Madhyamika fondata da
Nagarjuna.
Tutto si concentra nel monastero-università di Nalanda.
Nalanda è una
località situata nell'India settentrionale nella regione di
Magadha. Luogo
importantissimo, più volte visitato dallo Shakymuni, furono
qui eretti gli
stupa funerari dei suoi principali discepoli: Ananda e
Maudgalyana.
Qui entrò come monaco, proveniente dal meridione, Nagarjuna,
sotto la guida
dell'abate Rahulabadra.
Questo monaco sarebbe nato in
una data imprecisata della metà del II
sec.e.v. a Vaidarbha (odierna Berar)
nell'India centrale da una famiglia di
casta brahmana, ma trascorse buona
parte della sua vita nel regno di Andhra
dove godeva dell'amicizia del re.
Nagarjuna non morì a Nalanda ma sulla
montagna Sriparvata dove ancora sono
presenti reperti archeologici di
Nagarjunakonda, il monastero eretto in suo
nome sul luogo dove morì.
Nagarjuna è venerato dalle scuole Mahayana come
un vero e proprio secondo
Buddha. Alla prima Ruota del Dharma dello
Shakyamuni, l'insegnamento dello
shunyata di Nagarjuna corrisponderebbe al
secondo giro della Ruota. Mentre
la identità tra Nirvana e Samsara è
considerata il terzo giro della Ruota
del Dharma.
Per questo in tutta
la iconografia Mahayana viene presentato con la 'usnisa'
la protuberanza
cranica tipica dei Buddha (uno dei 32 segni maggiori).
A proposito della
'usnisa'. Come ho già scritto prima dell'arte greca del
Gandhara nessun
buddhista raffigurava il Buddha se non con una impronta o un
trono vuoto.
Furono i greci a rappresentarlo sotto forma umana e con i
capelli raccolti
in cima come era usanza portarli nella loro cultura. Quando
queste
raffigurazioni finirono in mano indiane finirono per caratterizzare
il solo
Buddha ma essendo il Buddha un monaco i le folte chiome sparirono
rimanendo
la protuberanza a questo punto cranica.
Entrando nel merito dell'opera di
Nagarjuna.
Prendiamo questo brano del Samyutta Nikaya (12,48):
"'Tutto
è unità' dice una saggezza del mondo; 'tutto è pluralità' dice
un'altra.
Evitando tali posizioni estreme, il Tathagata proclama la dottrina
di mezzo,
cioè:....".
Adesso passiamo alla disamina del Compiuto nel Nirvana
all'epoca dello
Shakyamuni:
1- Egli è: è una dottrina vedica. C'è una
personalità psichica e spirituale
che esiste per l'eternità.
2- Egli non
è: il materialismo (Carvaka dharsana) sosteneva la fine dei
quattro elementi
dopo la morte.
3- Egli è e pure non è: secondo i jaina il puro spirito
individuale
sopravvive dopo la morte anche se non c'è continuazione
psichica.
4- Egli non è pure è: alcune Upanisad insegnano la sola
continuità
dell'unico essere (brahman) nel quale l'individuo si scioglie dopo
la morte.
Lo Shakyamuni 'contestava' tali posizioni come
ditthi.
Secondo le scuole Abhidharmiche lo Svegliato intendeva il Nirvana
come
realizzabile come assolutamente reale anche se al di là di ogni cosa e
di
ogni opinione (ditthi).
Così il Majjhima Nikaya (1,302)
"Il
bikkhu quando si è elevato al di sopra della sopressione di
discernimento e
sentimento viene toccato dai tre contatti del vuoto
(sunya), del senza cenni
(animitta) e del senza desideri (apranihita)".
Qui, ad esempio,
interviene l'interpretazione di Nagarjuna di alcuni passi
degli Agama/Nikaya
ed elabora il tema centrale dello Sunyata. Le sue opere (il
Madhyamika Karika
e il Vigrahavyavartani) espongono tuttavia lo
'sunyata' non solo come una
dottrina ma ciò che emerge utilizzando la
'reductio ad absurdum' (prasanga)
per tutte le opinioni.
Così nel Madhyamaka Karika (22,11) si sostiene
che:
"Una cosa, in realtà non bisogna dire né che è vuota, né che è non
vuota, ne
che è insieme vuota e non vuota. Né che non è insieme vuota e non
vuota.
Tutte queste parole non sono invero che designazioni
metaforiche".
Ma non solo critica (negazione) delle opinioni, vi è anche
una formulazione
'positiva' dello sunyata:
Madhyamika Karika
(24,19)
"In nessun luogo c'è una esistenza di qualcosa che non sia in alcun
momento
dipendente (collegata ad altre cose). Non esiste dunque una entità
assoluta
e non relazionale (asunyo dharma)".
Ora sempre nel
Madhyamaka Karika (25,19) si sostiene che:
"Tra il samsara (la
trasmigrazione) e il nirvana non c'è la più piccola
differenza. Tra il
Nirvana e la trasmigrazione non c'è la più piccola
differenza".
Ma
allora cos'è il Nirvana per Nagarjuna?
così nel Madhyamaka Karika
(25,24):
"Pacificazione di tutte le percezioni, pacificazione dello
spiegamento
discorsivo, benigna. Mai dovechessia nessuna Legge è stata
insegnata dallo
Svegliato".
Riassumendo.
Lo Shakyamuni ha designato
come ditthi tutte 'teologie' dell'epoca.
Indicando la presenza (o la
compresenza) di un 'luogo' non
concettualizzabile e quindi inesprimibile
dove si può sfuggire dal dolore e dalla paura.
Le scuole Abhidharmiche
ritengono questo luogo reale, diverso dal Samsara
anche se inconcepile e
indefinibile.
Nagarjuna ha ritenuto questo un errore e ritiene Nirvana lo
stesso Samsara
quando pacificata la mente si scorge la vacuità di ogni cosa
(la sua stretta
interdipendenza dalle altre) e quindi di ogni opinione
discriminante
compresa quella sul Nirvana.
Nagarjuna ha operato un
disvelamento degli inesprimibili richiamando ad una
esperienza intuitiva
profonda diversa da quella fenomenologica indicata
dagli
Abhidharma.
Ma la storia dei Buddhismi non finisce certo qui. Occorreva
operare un
disvelamento dell'opera stessa di Nagarjuna. La scuola da lui
fondata, il
Madhyamaka, si spaccherà in più modalità e suggerimenti di
consapevolezza.
Perché?
Quello che emerge (spero) da ciò che
finora ho scritto sono due elementi
importanti dell'intepretazione di
Nagarjuna della predicazione del Buddha:
1. La Realtà è totalmente
interdipendente oltre che impermanente e quindi di
per
sé
trasparente;
questa sua trasparenza dovrebbe poter acquietare la
mente discorsiva dalle
opinioni e poter reintepretare la natura del dolore e
del mondo (samsara)
quindi
2. Occorre cessare le opinioni e il
continuo lavorio della mente discorsiva
e discriminante
che produce
teorie.
Ciò corrisponde proprio alla antica pratica meditativa buddhista
del
Samatha/Vipasyana.
- quando pratichiamo il samatha (ad es. la
concentrazione sul respiro)
realizziamo una mente pacificata, priva di
opinioni;
- quando pratichiamo il vipasyana (ad.es. attraverso l'uso dei Koan
o
l'investigazione dei sutra) allora realizziamo l'interdipendenza di tutta
la
Realtà.
Ci sono scuole che hanno espresso maggiormente un punto
rispetto ad un altro.
Ovvero sottolineare la critica delle opinioni rispetto
alla consapevolezza
del Reale o viceversa.
Il pesce è unico, ma c'è
chi lo prende dalla testa e chi dalla coda.
Vorrei sottolineare ulteriormente una 'novità' portata dall'opera di
Nagarjuna: è la sottolinetura della vacuità inerente a tutte le cose e
quindi anche ai dharma. Elemento che Nagarjuna deve certamente alla
letteratura delle Prajnaparamita. La novità non è tanto nell'aver espresso
questa dottrina quanto averne sottolineato la consistenza.
La
differenza con l'opera abhidharmica è che mentre questa, riprendendo gli
agama/nikaya, sottolinea l'anatman delle cose in quanto continuamente
producentesi (cambiamento temporale continuo); i Prajnaparamita aggiungono a
questo dato che le cose messe sullo stesso piano temporale, foss'anche di un
attimo, sono lo stesso vuote in quanto strettamente interdipendenti una
dall'altra (condizionamento reciproco continuo). Una interdipendenza
orizzontale che si aggiunge a quella verticale.
A proposito della
posizione theravada sugli Abhidharma, che in questo
niusgruppo abbiamo a mio
avviso trattato sempre in modo piuttosto confuso,
vorrei invitare alla
lettura di un testo facilmente accessibile e secondo me
ben fatto opera di
Nyanaponika Thera (da non confondersi con Nyanatiloka
Thera) "Abhidhamma
Studies" dove a pag. 184 viene operata una decisa
confutazione
dell'Abhidharma Sarvastivada (la dottrina panrealista) scuola
che viene
peraltro definita come "the early hinayanist school" (questo anche
a
proposito di una vecchia 'querelle' sull'uso del termine hinayana).
Peraltro
a pag. 28 dello stesso testo viene chiarita l'estrema ortodossia e
l'estrema
importanza di questo testo (l'Abhidamma) che sicuramente se forse
non
appartiene direttamente alla parola del Buddha storico ne deriva con
strettissima logica. Un'altra interessante sottolineatura operata da questo
autorevole monaco-studioso theravada è quella decisamente critica nei
confronti della scuola Sautrantika (anch'essa Hinayana) che concedeva
autorità canonica solo agli Agama/Nikaya (Suttapitaka) e al
Vinaya.
Vorrei sottolineare che il dibattito in questi temi non è di
natura
filosofica, accademica, speculativa. Tutt'altro, si fonda su delle
scelte
pratiche ed esperienziali. Vorrei sottolineare anche che l'esito di
questo
'dibattito' non è, almeno per me, affatto scontato. Certamente sono
un
praticante mahayanista ma ogni volta che mi accosto alle scuole
abhidharmiche mi rendo conto della potente profondità dei loro
insegnamenti.
Tornando a Nagarjuna.
Se prendiamo in considerazione
alcuni elementi centrali dell'insegnamento di
Nagarjuna:
- la
reduction ad absurdum (prasanga) ovvero il metodo di sconfiggere
ogni
opinione per far sgorgare la vacuità delle cose e dei concetti;
- lo
spostamento della produzione condizionata da un piano verticale di
successione temporale anche a quello orizzontale della interdipendenza tra
le cose (e quindi la loro totale vacuità);
abbiamo un Nagarjuna, a
mio avviso, ancora come sostiene Kalupahana (1986):
"Le idee di Nagarjuna
non sono né originali né costituiscono un progresso di
fronte al primo
periodo buddhista. Nagarjuna non è un Mahayanin".
Ma se si aggiunge
l'eguaglianza tra Nirvana e Samsara, peraltro un passo
logico viste le
premesse soprariportate, sicuramente Nagarjuna si
differenzia rispetto alle
conclusioni abhidharmiche.
Prima di trattare altri autori Madhyamika e
poi arrivare ai Cittamatrin
vorrei sottolineare l'importanza della figura di
Nagarjuna per il buddhismo
sino-giapponese. Segnatamente per le scuole
Tiantai e Chan.
In un precedente post ho riportato i due lignaggi di
queste due scuole che
sono sovrapponibili fino ad AryaSihma (Sihma Bihksu)
tranne che
nell'inserimento di Vasumitra nel lignaggio Chan.
Questi
due lignaggi sono riportati in due opere il 'Fu fazang yinyuan zhuan'
(Tiantai) e il 'Baolin chuan' (Chan).
Mentre il secondo è
piuttosto tardo e ricalcato sul primo, il primo fatto
salvo le aggiunte nel
VI secolo quelle da Huiwen a Zhiyi, risale al V sec. e
fu tradotto dal
sanscrito in cinese da Jiqieye e da Tanyao. In questo testo
viene narrata la
triste (o gloriosa) fine dell'ultimo Patriarca indiano,
Sihma Bihksu,
vissuto proprio nel III sec. originario dell'India centrale.
Fatto
decapitare in Kashmir da un re ostile al buddhismo che distrusse
templi e stupa sterminando i monaci. Insomma sembrerebbe proprio un testo
portato da monaci transfughi dall'India del nord-ovest per delle
presecuzioni, forse di vinaya dharmaguptaka.
Infine vorrei ricordare
qui che secondo un'antica tradizione, discepolo di
Ananda e contemporaneo di
Sanavasa (anche se non compare sempre nei
lignaggi) fu Madhyantika,
'apostolo' proprio del Kashmir.
Continuando lo sviluppo della scuola
Madhyamika va citato Aryadeva, ordinato
monaco in Sri Lanka presso la scuola
Theravada ma poi divenuto seguace delle
Prajnaparamita e di
Nagarjuna.
L'opera di Aryadeva ricalca quella del maestro ma si rivolge,
a differenza
del secondo, più sul versante dei non-buddhisti che sui
buddhisti seguaci
degli Abhidharma in particolar modo i Mahesvara e i
Vaisnava.
Nel Canone cinese gli sono attribuite due opere di confutazione
delle scuole
buddhiste hinayana già menzionate nel Lankavatara Sutra:
'Confutazione delle
quattro scuole eretiche hinayana' e 'La concezione del
Nirvana secondo le
venti scuole eretiche'.
La sua opera principale è
il CatuhSataka.
Bisogna giungere agli inizi del V secolo per arrivare ad
una importante
divisione nel
Madhyamika: quella tra Buddhapalita e
Bhavaviveka .
Il primo fondò la scuola Madhyamika Prasangika, il secondo
la scuola
Madhyamika Svatantrika.
E' una divisione importante da
capire per poter effettivamente comprendere
il buddhismo sinogiapponese e,
soprattutto, quello tibetano.
Non vi può essere alcuna comprensione del
Vajrayana del Tibet se non si
conoscono le origini delle divisioni di alcune
scuole. Tutto si muove dal e
nel Madhyamika e parla da un punto di vista
esclusivamente upayatico. Ma se
non si conoscono profondamente queste
sottili differenze si fa solo, nella
migliore delle ipotesi, superficiale
antropologia.
Peraltro i testi di queste differenti scuole giunsero in
Tibet accompagnati
nella loro 'vis' polemica mentre in Cina la 'polemica'
giunse in modo
assolutamente meno marcato.
Buddhapalita fu un
continuatore diretto di Nagarjuna e Aryadeva quantomeno
nell'utilizzo del
metodo 'prasanga': il seguace del Madhyamika non doveva
avere argomentazioni
proprie da proporre ma solo ridurre all'assurdo le
affermazioni
dell'oppositore per poterlo liberare dalle concettualizzazioni.
Dall'utilizzo
del metodo 'reductio ad absurdum', il prasangavakya, deriva il
nome della
scuola Prasangika.
Conosciamo poco di Bhavaviveka.
Ma sappiamo che
egli sosteneva che sunyata non implica l'inesistenza delle
cose ma solo la
negazione dell'affermazione dogmatica della stessa
esistenza. Quindi sunyata
non fa scomparire le cose ma mostra che la loro
vera natura è priva di
essenza.
A tal proposito qualcuno si ricorda il film di Kei Kumai 'Morte
di un maestro del tè'?
Questo film è tratto da un romanzo di Yasushi Inouè,
Honkakubo Ibun,
attualmente tradotto solo in francese. Qualcuno si ricorda
del 'terribile'
dialogo nella stanza del tè tra Rikyu, Soji e Oribe, davanti
al Tokonoma?
"Niente scompare se si appende una calligrafia con la parola
'vacuità',
mentre se è la parola 'morte', tutto si annienta: 'vacuità' non
elimina
niente, è la morte che abolisce tutto".
Sostanzialmente la
differenza tra i due autori che commentarono in modo così
diverso il
Madhyamika karika di Nagarjuna consiste nel metodo.
Per Bhavaviveka il
metodo usato da Buddhapalita non consentiva di
comprendere e di farsi
comprendere dall'interlocutore in quanto ne escludeva
qualsivoglia 'piano'
di discorso in comune. Occorreva quindi creare una
possibilità di incontro
argomentativo con il proprio interlocutore per
poterlo condurre alla
consapevolezza della vacuità.
E' da tener presente che per Bhavaviveka
non era necessaria la comprensione
della vacuità per raggiungere la
liberazione. Così per lui anche gli sravaka
e i pratyekabuddha potevano
realizzarla.
Non era così per i 'prasangika', in particolare per un loro
esponente
famoso, Candrakirti, che criticò decisamente Bhavaviveka per tutte
queste
considerazioni. Solo la realizzazione della vacuità poteva consentire
una
effettiva Realizzazione.
Altro esponente del Madhyamika
prasangika fu Santideva autore del
Bodhicaryavatara e del Siksa
Sammucaya.
Comunque sia, sia Bhavaviveka che Candrakirti osteggiarono in
modo
determinato l'altra grande scuola Mahayana: i
Cittamatrin.
Ciononostante ci furono diversi tentativi di sintesi tra
questi vanno citati
gli 'Yogacara madhyamika svatantrika' (Srigupta,
Kamasila, Santaraksita,
Haribhadra e Jitari).
In Tibet cito
velocemente la scuola 'Shentong' così importante per il
Kalacacratantra,
osteggiata decisamente dai Gelugpa e ultimamente
riattualizzata dai Kagyupa
e dai Nyingmapa. Una scuola davvero interessante
per capire.
Adesso
andrebbero affrontati i singoli autori per offrire una panoramica
della loro
vita e delle loro opere, non solo scritte... Ma mi riprometto di
approfondirli in singoli post, a meno che non ci sia qualche esigenza
specifica.
- segue
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Appunti
vari:
I Cittamatra
I Cittamatra (sans. 'Sola mente') sono una
scuola buddhista indiana sorta
nel III sec. e.v. che ha profondamente
influenzato il buddhismo mahayana sia
tibetano che
cino-giapponese.
La scuola ha, come la precedente scuola Madhyamika, dei
precisi testi di
riferimento e uno suo variegarsi in sottocorrenti. In
ambito cino-giapponese
le sue tesi che a volte contraddicono quelle
Madhyamika hanno influenzato,
insieme a queste ultime, molte scuole;
segnatamente la Huayen, il Chan e lo
Zhenyan (Shingon).
La scuola
Cittamatra si inserisce nello sviluppo dei Prajnaparamita sutra e
la
relativa interpretazione Madhyamika che ho già precedentemente
trattato.
Il Sutra più antico di questa scuola è probabilmente il
Samdhinirmocana. E'
in questo Sutra che compaiono 'tre giri della
Ruota del Dharma'. Il primo è
l'insegnamento delle Quattro nobili verità,
della produzione condizionata e
dell'Ottuplice sentiero; il secondo giro è
la vacuità (Sunyata) ovvero il
fatto che 'tutti' i dharma sono privi di
sostanzialità intrinseca (quindi
non solo privi nella loro genesi temporale
ma anche immediata in quanto
relazionale) propria dei Prajnaparamita
Sutra, il terzo giro lo andrò a
descrivere più avanti anche se in senso
Madhyamika è la coincidenza tra
Samsara e Nirvana.
Lo sviluppo dei
'giri' della Ruota del Dharma corrisponde ai testi da
interpretare e quelli
da prendere alla lettera. Per il Madhyamika sono già i
Prajnaparamita e i
relativi commentari di questa scuola ad essere
definitivamente chiari,
secondo i Cittamatra anche i Prajnaparamita come gli
Agama (il Sutrapitaka)
devono essere interpretati mentre i testi a partire
dal Samdhinirmocana
Sutra sono di per sé espliciti, sono l'insegnamento
definitivo e non sono
dei mezzi abili come tutti gli insegnamenti
precedenti.
La scuola
Cittamatra è anche indicata come scuola Yogacara o Vijnanavada.
Questa
scuola parte da una posizione chiaramente espressa in un altro Sutra
(sempre di questa scuola), il Samadhirajasutra: "O figli dei
Vittoriosi, i
tre regni non sono altro che mente".
E' una scuola che
si è 'scontrata' con la scuola Madhyamika come vedremo. I
suoi Sutra sono
molto diffusi in Cina-Giappone e in Tibet e molti dei suoi
insegnamenti li
ritroviamo nei commenti di molti maestri insieme (confusi)
con quelli
Madhyamika.
In effetti sono pochi i maestri cinesi e tibetani che hanno
fatto una
precisa distinzione e collocazione di questi insegnamenti
riuscendo a
notarne le origini e le differenze. Per lo più gli altri maestri
erano
spesso persino illetterati mischiavano insegnamenti anche
contraddittori
all'unico scopo di generare una Illuminazione, per come loro
l'avevano
intesa e i loro maestri riconosciuta, nei propri
discepoli.
Ma che cos'è questa Illuminazione frutto di tanti insegnamenti
contraddittori? Credo che il Piccolo discorso sulla vacuità degli Agama
possa indicarne, anche se in modo molto sottile, alcuni contenuti
rappresentativi condivisi da tutti.
Tornando alla scuola Cittamatra,
essa sostiene che i fenomeni così come li
percepiamo non sono altro che
mente, non esistono se non come apparenze.
L'unica cosa realmente esistente
è la coscienza. L'ignoranza dell'uomo fa sì
che egli creda che questa
coscienza sia un soggetto che percepisce e che
quindi esistano gli oggetti
percepiti. Così questa illusione viene sempre
paragonata in questa scuole e
nei suoi Sutra come l'illusione di una magia,
illusione ottica, miraggio,
sogno, riflesso della luna sull'acqua, a una
eco, a una città aerea, a un
fantasma.
La vita è un sogno (mi ricorda Pedro Calderon de la Barca) e il
Risveglio è
come appunto risvegliarsi da un sogno.
La vacuità è
quindi la fine della differenza tra soggetto e oggetto e ciò
che
sperimentiamo nella coscienza è il frutto del nostro karma.
Quindi la
sede della vacuità è la coscienza che è la sola ad esistere. Da
qui l'accusa
dei Madhyamika di sostanzialismo ai Cittamatra (e il famoso
dibattito tra il
madhyamika Candrakirti e il cittamatra Candragomin durato
sette anni a
ll'università di Nalanda senza che nessuno dei due prevalesse).
In
sostanza i Madhyamika preferiscono limitarsi alle due Verità, assoluta e
relativa, ritenendo quest'ultima mondana. Per il Madhyamika Candrakirti la
vera Verità è quella assoluta della vacuità di tutto l'esistente (e non
della coscienza non soggettiva dei Cittamatra).
Per inciso inserisco
qui la posizione di un maestro Cinese del VI sec.,
Zhiyi, il quale
affermava invece le Tre Verità. Dove la terza, la Verità
della Via di mezzo
(tra quella Assoluta e quella relativa) era quella da
perseguire per
raggiungere la Liberazione.
Ritornando alla posizione Cittamatra, essa si
fonda invece sulla fine di
soggetto-oggetto tipico delle pratiche meditative
e quindi la realizzazione
della tathata, della realtà così come è facendo
scomparire concetti e
distinzioni.
All'interno di questa scuola vi
sono tuttavia due posizioni.
Quella di Dharmakirti e Dignaga che si
rivolge alla sei coscienze (i cinque
sensi più quella mentale), ritenendo
quella mentale quella di base.
Quella di Asanga e Vasubandhu che invece
parla di otto coscienze, dove anche
la settima è karmica. Solo l'ottava,
l'alayavijnana è quella assoluta che
non muore ma rinasce di corpo in corpo
fino alla liberazione. Essa non è ne
bene nè non bene ed è del tutto priva
di soggettività.
Il madhyamika Candrakirti, per citarne uno, rifiutò
espressamente
l'esistenza di questa coscienza-base.
La posizione
Cittamatra dovrebbe dunque provenire da cultori di intense
pratiche
meditative. Tutte le proprie riflessioni partono infatti da lì.
I 'loro'
Sutra costitutivi sono: il Samdhinirmocana Sutra, il Lankavatara
Sutra e
l'Avatamska Sutra. Più altre numerose opere di commentario.
Una seconda
considerazione è che la posizione Cittamatra critica di fatto
quella
Madhyamika della vacuità universale, leggendola come fondamentalmente
nichilista.
E' un fraintendimento della vacuità sostenere, secondo questa
scuola, che
tutte le cose non sono che costruzioni concettuali, almeno una
non deve
essere una costruzione concettuale, deve esserci un esistente
primario e
questa è la Mente.
Come non ricordare in tal senso l'inizio
del Dhammapada?
Su quest'ultimo punto si sono inseriti alcuni studiosi
contemporanei che
hanno partecipato, a distanza di secoli, al dibattito. La
riduzione di tutte
le 'cose' a processi da parte di Nagarjuna sottintende
una forma di
nichilismo oppure no? Il dibattito è difficile perché tutti
sono d'accordo
nel sostenere che la posizione di Nagarjuna è davvero
sottile e profonda.
Sono in molti ad aver accostato Nagarjuna a
Wittgenstein.
Nel 7° Capitolo del Samdhinirmocana Sutra, il sutra
cittamatra per
eccellenza, viene chiesto direttamente al Buddha cosa
intendesse quando ha
dichiarato, negli Agama-Nikaya, "che tutti i dharma
(tutte le cose, in
quanto Nagarjuna aveva già chiarito che essendo le 'cose'
processi non
possono che essere tali anche i loro elementi costitutivi, i
'dharma') sono
privi di natura propria'. Il Buddha, in questo sutra,
risponde che la
vacuità va intesa in ragione dei tre aspetti (trisvabhava)
che se intesi
correttamente non conducono al nichilismo. Evito di
soffermarmi su questi
tre aspetti per non tediare anche se ricordo essi
costituiscono il cuore
della posizione Cittamatra. Infatti questi post
vogliono essere 'pungolo'
per un approfondimento per tutti gli
interessati.
Qui il Sutra espone i tre giri della Ruota del Dharma da
parte del Buddha:
- il primo, Parco delle Gazzelle, dove il Buddha ha
esposto le Quattro
nobili verità e la insostanzialità delle persone
(anatman), tale giro è da
intepretare e quindi non definitivo;
- il
secondo sono i Prajnaparamita che espongono l'assenza di natura propria
in
tutti i dharma, anche questo giro è intepretabile e quindi non
definitivo;
- il terzo, quello Cittamatra del Samdhinirmocana, viene
rifiutata la
'vacuità di tutto' di stampo Madhyamika in quanto qualcosa deve
pur avere lo
status di esistente primario.
E questo esistente primario è,
secondo i Cittamatra, la mente. Ricordiamoci
che questa mente rifiuta la
divisione tra soggetto e oggetto.
Da notare che il sentiero del
Bodhisattva che postai tempo fa è proprio di
questa scuola, non avendo, a
quanto mi risulta, elaborato nulla di simile il
Madhyamika.
Infine
faccio notare che, come per i Madhyamika, anche per i Cittamatra i
concetti
hanno valore solo in quanto inducono ad entrare in uno 'stato' per
cui tutti
i concetti sono da abbandonare.
Il
Tathagatagarbha
Robert A.F. Thurman rileva un fatto importante
dell'antico buddhismo. Se da
una parte negli Agama-Nikaya il Sé è certamente
negato e la credenza in esso
viene identificato come fondamento della
sofferenza, è altrettando
indubitabile che nei sermoni del Buddha lì
riportati vi è un costante
richiamo alla "padronanza del Sé come vera
padronanza" oppure colui che
"conquista il proprio Sé è il guerriero
supremo".
Va da se che non c'è contraddizione perché nel buddhismo viene
negato la
sostanzialità del Sé non la sua presenza empirica che va per
questo
disciplinata.
Nello sviluppo Mahayana la non-sostanzialità del
Sé, come ho già spiegato,
coinvolgerà non solo la percezione soggettiva
della vacuità fondata sulla
impermanenza dei vissuti, ma anche quella
oggettiva fondata questa sulla
interdipendenza di tutti i fenomeni che per
questo sono considerati vuoti.
Sul fronte invece della presenza empirica,
il Mahayana coniò due nuove
dimensioni: la 'Bodhicitta' e la buddhita
(Tathagatagarbha).
Il primo lo dobbiamo alle scuola Madhyamika, il
secondo alle scuole
Cittamatra.
La Bodhicitta riflesse fin da subito
la necessità di rispondere alle
ambiguità sul Sé (visto come non-ente oppure
nella sua dimensione
esperienziale). Da qui lo sviluppo delle due
realizzazioni: assoluta come
Dharmakaya ovvero come Saggezza del non-Sé;
relativa come Rupakaya
(Sambogakaya e Nirmanakaya come vedremo più avanti)
ovvero come mente
compassionevole.